L’occhio del lupo di Daniel Pennac

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Un ragazzo, che si chiama Africa, va allo zoo. Si ferma davanti alla gabbia di un lupo e si mette a fissarlo incuriosito da un particolare: il lupo ha un solo occhio aperto.
Il lupo cammina su e giù per la gabbia e si ferma solo per dormire. Il ragazzino non si muove, continua a guardarlo, mentre gli altri visitatori saltano, urlano, scappano…Ma Africa non si muove, continua a fissare il lupo e fa un gesto incredibile: siccome l’animale ha soltanto un occhio, anche lui chiude uno dei suoi, come per mettere a suo agio la bestia e mettersi sullo stesso piano: entrambi con un occhio solo. Una sensibilità che il lupo istintivamente recepisce e, per la prima volta, decide di raccontare al ragazzo la sua storia.

È la prima volta che il Lupo, riuscendo a vincere l’atavica diffidenza verso gli esseri umani, racconta la sua vita vissuta nella gelida Alaska, sullo sfondo di paesaggi nevosi e cacce solitarie. Anche il ragazzo si confida con il Lupo e gli parla delle tre Afriche che ha attraversato: quella Gialla, quella Grigia e quella Verde: l’Africa dei deserti, L’Africa delle savane e l’Africa equatoriale delle foreste.
Quindi Lupo Azzurro proviene dall’Alaska, dove ha vissuto fra molte difficoltà, braccato dall’uomo che voleva Paillette, la sorella dal manto lucente. La famiglia di Lupo è formata da sei fratelli, 4 rossini giocherelloni, Pailette e lui, che assomiglia al grande lupo suo padre, catturato dall’uomo.
La madre è Fiamma nera, che cerca di educare i suoi cuccioli e di metterli in guardia dall’uomo. Ma Paillette una notte per curiosità si avvicina all’accampamento dei cacciatori che la stanno cercando per il suo mantello e viene catturata. Lupo azzurro la segue e la libera, ma viene catturato dall’uomo e nello scontro si ferisce ad un occhio. Quindi l’uomo lo porta nello zoo.
A sua volta Africa racconta la sua storia. È orfano, è nato nell’Africa Gialla, vive con un mercante e un Dromedario con il quale fa amicizia. E intanto impara a raccontare storie che fanno sognare la gente. Il mercante cerca di abbandonarlo, ma il dromedario si rifiuta di partire senza Africa. Però il mercante vende tutta la mercanzia, il dromedario e Africa ad un mercato. Africa diventa un pastore bravissimo, che tutti conoscono per la sua capacità di raccontare storie.
Poi diventa amico del ghepardo e della iena, che lo aiutano a difendere le pecore. E intanto si accorda con il leone perché non gli mangi le pecore.
Ma una sera non si trovano più la pecora più importante del gregge, il ghepardo e la iena. Africa viene cacciato e decide di partire per l’Africa verde: qui, dopo un incidente, si ritrova in una casa dove viene adottato.
Purtroppo però l’Uomo, con il disboscamento, rovina la natura e la fauna e così partono tutti per il nuovo mondo. Il padre adottivo di Africa viene assunto allo zoo per curare le piante tropicali. Allo zoo Africa ritrova il Ghepardo, la Iena, il Dromedario. Gli mancava solo Lupo Azzurro, l’unico che non conoscesse. Per questo lo fissava a quel modo. Il lupo e il ragazzo diventano amici e Africa fa sognare tutto lo zoo con le sue storie…..
Un romanzo che invita a riflettere sui valori di una ricchezza inestimabile: l’amicizia, la tolleranza, la diversità.
L’AUTORE
Daniel Pennac
è un romanziere francese. Professore di lettere in un liceo parigino, dopo aver esordito con alcuni romanzi per ragazzi tra cui Abbaiare stanca (1982), L’occhio del lupo (1984) – genere cui ritorna con il ciclo del giovanissimo ispettore Kamo (Kamo. L’agenzia Babele, 1992; Kamo. L’idea del secolo, 1993) – si è conquistato un pubblico di fedelissimi tra i lettori adulti con i romanzi Il paradiso degli orchi (1985) e La fata Carabina (1987) che innestano sulla struttura del romanzo poliziesco una galleria di personaggi bizzarri e uno humour dirompente che sfiora l’assurdo. Le avventure di Benjamin Malaussène, «di professione capro espiatorio» continuano in La prosivendola (1989) e Signor Malaussène (1995), assumendo la dimensione di una saga, ambientata nel «popolare» quartiere parigino di Belleville. L’autore si è posto l’obiettivo di restituire agli adulti il piacere di leggere; per questo motivo Pennac ha scritto un saggio dal titolo Come un romanzo (1992).
Opere più recenti: Ecco la storia (2003) è una rocambolesca vicenda di sosia; Grazie (2004) è un omaggio ai suoi lettori, condito di disquisizioni morali; La lunga notte del dottor Galvan (2005) è un esilarante racconto ambientato in un ospedale e Diario di scuola (2008).

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