La strada che va in città di Natalia Ginzburg

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La strada che va in città è il racconto di una ragazza giovanissima che fa un matrimonio d’interesse per dare una svolta alla sua vita.
La ragazza si chiama Dalia, vive in piccolo paesino di campagna con sua madre e i suoi fratelli. Fra madre e figlia non c’è un buon rapporto: si sopportano a vicenda. Pur di stare lontano da casa Dalia vive divisa tra il piccolo paese, dal quale decide di andarsene, e la città, dove spera di realizzare i suoi sogni. In città, infatti, trascorre le sue giornate con i fratelli e con le amiche. E in città vive la sorella maggiore Azalea, sposata con un uomo ricco, che le consente di condurre una vita agiata.

Dalia è quasi gelosa della sorella, le invidia la pelliccia di coniglio e quei guanti bianchi che Azalea indossa con molta disinvoltura e intimo piacere. Comunque va a trovarla spesso perché le piace la sua bella casa, le piacciono i suoi bambini, accuditi dalla serva Ottavia che si prende cura anche di Azalea.
Poi c’è Nini, non sposato, ma convivente con una ricca vedova. Anche lui vive bene in una casa di lusso, pur non guadagnando tanto. Poi si stanca della sua fidanzata Antonietta e decide di andare a vivere da solo. Ma inizia a bere e Antonietta dà la colpa a Dalia, alla quale Nini aveva fatto la corte per molto tempo, mentre Dalia si divertiva a farlo soffrire. Ma Nini non aveva mai smesso di volerle bene, anche se cercava di nasconderlo.
E intanto per Dalia le cose non si mettono bene: aspetta un bambino dal ricco figlio del dottore del paese, pur non essendone innamorata. Del resto neanche lui è innamorato di lei. E così il bambino cambia tutto: la sua vita, i suoi sogni, le sue speranze per il futuro.
Perché Dalia si accorge di amare Nini, scopre che è lui il suo vero amore. Ma è troppo tardi, Nini muore. E lei ormai deve rinunciare ai suoi inutili sogni e iniziare una nuova vita insieme a Giulio, che forse non ama, e al suo bambino. Così Dalia decide di prendere la strada che va in città, quella del matrimonio di interesse, rifiuta la vita contadina e va a vivere in una casa nuova e lussuosa.
Un racconto pervaso in ogni pagina da un’atmosfera di tristezza, di solitudine, di rimpianto per l’abbandono della famiglia, degli affetti e della propria terra per vivere una vita senza senso e senza amore nel lusso e negli agi: un vuoto che nessuna ricchezza potrà mai colmare.
L’AUTRICE
Natalia Ginzburg (Levi) è una scrittrice italiana fra le più celebri del Novecento.
Nasce a Palermo nel 1916 da padre ebreo e antifascista e madre milanese. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Torino in uno stato di emarginazione che le procura sofferenza, ma trova conforto nella scrittura. Nel 1933 pubblica sulla rivista Solaria il suo primo racconto “I bambini”. Nel 1938 sposa Leone Ginzburg, dal quale avrà tre figli. Con il cognome del marito firma tutte le opere successive. Pubblica le prime opere come ”La strada che va in città” (pubblicato sotto lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, a causa delle leggi razziali) e ”È stato così”, a cui segue una prolifica produzione letteraria, anche in campo teatrale con le commedie ”Ti ho sposato per allegria” e ”Paese di mare”. Importante è anche il suo impegno politico, in sintonia con i maggiori intellettuali italiani militanti, orientati verso posizione politiche di sinistra. È stata eletta anche al Parlamento nelle liste del Partito comunista italiano.

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