Aspettando “Una grande storia d’amore”

Dopo una lunga estate in cui la pubblicazione editoriale ha subito le conseguenze della pandemia, finalmente gli autori italiani rientrano in scena, riprendendosi lo spazio che era stato loro sottratto.

Il titolo che vi mostriamo oggi è il nuovo lavoro dell’autrice Susanna Tamaro (la ricordiamo per Va’ dove ti porta il cuore). Si tratta del romanzo Una grande storia d’amore (pubblicato da Solferino) atteso per il 17 settembre prossimo. Per il nuovo lavoro dell’autrice c’è stata una vera e propria sfida tra illustratori da ogni parte del continente per disegnarne la copertina, vinta da Julia Hosse, illustratrice per case editrici di origini berlinesi. Vediamo la descrizione del libro:

Edith e Andrea, una giovane un po’ trasgressiva e un capitano molto rigoroso, si incontrano per caso su un traghetto, tra Venezia e la Grecia. Un evento minimo dei tanti di cui è fatta la vita. Ma la loro cambia per sempre. Dapprima c’è il rifiuto: come possono, loro così diversi, sentirsi attratti l’una dall’altro? Poi le fasi alterne di un amore dapprima clandestino, le avventure di una lunga separazione, il pericolo di un segreto, una felicità inattesa e una grande prova… E infine l’isola, piena di vento e di luce, dove i due vanno ad abitare ristrutturando una vecchia casa abbandonata. L’isola dove ora Andrea si ritrova solo. I dialoghi veramente importanti, però, non si esauriscono mai: mentre la cura quotidiana del giardino e delle api dell’amata moglie lo aiuta a tornare alla vita, Andrea continua a parlare con lei. Le racconta, con tenerezza e passione, la loro grande storia d’amore. E le promette che ritroverà la figlia, Amy, che da troppo tempo ha interrotto i rapporti con i genitori. Forse è possibile ricominciare, riscoprirsi famiglia, nonostante i dispiaceri e le scomode verità?
Una storia semplice eppure deflagrante, che ci pone domande fondamentali: sui legami che forgiamo tra le anime, sulla nostra capacità di cambiare, sul destino che unisce e separa. Quando ci sembra di aver perso la capacità di stupirci, cercare la luce, prenderci cura, è il cuore che tace o solo noi che non lo sappiamo ascoltare? Un romanzo potente, intenso, ricco di saggezza, capace di segnare la strada per la rinascita che tutti cerchiamo.

Contro l’incitamento all’odio: Facebook chiude Altaforte

La pagina Facebook di Altaforte Edizioni sembra essere definitivamente chiusa. Una decisione di uno spessore importante quella del social, che nella giornata del 10 luglio ha deciso prima di nascondere e poi di chiudere ufficialmente la pagina di Altaforte, casa editrice particolarmente vicina a CasaPound. Il motivo della chiusura sembra essere il comportamento della community, alla quale sembrava non interessare la violazione del regolamento del social circa l’incitamento all’odio. L’avviso che il social network ha reso visibile agli amministratori, dice che la pagina ha “pubblicato contenuti che incitano all’odio e, di conseguenza, non rispetta gli standard della community di Facebook”.

Di solito, che Facebook decida di chiudere una pagina non desta particolare scalpore in Italia, ma in questa circostanza il caso è leggermente diverso. Si tratta, infatti, di una casa editrice guidata da Francesco Polacchi, attivista di CasaPound dal 2004, che ha pubblicato anche un libro di Salvini, “Io sono Matteo Salvini”. Lo stesso Polacchi non molto tempo fa dichiarò pubblicamente di essere fascista e che l’antifascismo fosse il male del nostro Paese.

Già nel mese di giugno, la casa editrice ha pubblicato un libro di uno dei leader di CasaPound Simone Di Stefano, Una Nazione. Simone Di Stefano accusa l’Unione Europea, e Facebook aveva già rimosso dei post circa la promozione del libro.

Sebbene sia possibile immaginare quali siano i motivi che ha portato lo staff del social a prendere una simile decisione, non sappiamo quale sia stato l’evento scatenante. Nell’ultimo periodo il social network sta prendendo misure radicali contro molti movimenti accusati di essere simpatizzanti dell’estrema destra, a prescindere dai contenuti pubblicati. Ad esempio, dopo un’inchiesta della testata Al Jazeera, Facebook ha bannato in modo permanente più di 120 pagine di band punk e black metal, i cui contenuti incitavano al razzismo e alla violenza, inneggiando alle ideologie del suprematismo bianco. Su queste pagine era possibile trovare disegni di svastiche, foto delle porte di Auschwitz e contenuti di vario genere che elogiavano Adolf Hitler.

Bisognerà attendere ancora per sapere se i ricorsi in merito alla chiusura della pagina saranno accolti, oppure la casa editrice sia costretta a riaprire una nuova pagina dopo il ban del social.

Il fico di Betania: il noir biblico di Alberto Garlini

“Il fico di Betania” di Alberto Garlini è un noir biblico che racconta con straordinaria efficacia il limite, tragico ed evanescente, dei rapporti fra uomo e Dio, accomunati da un fragile destino. Garlini si ispira alla parabola della maledizione del fico raccontata nei Vangeli di Marco e di Matteo.

È stata la casa editrice Aboca a lanciare l’idea a Garlini di scrivere un romanzo che avesse un albero al centro della storia. Lo scrittore ha quindi scelto la parabola del fico di Betania, un albero che Gesù una notte maledì perché non aveva frutti da offrigli.

Garlini intreccia il mistero della maledizione dell’albero con quello che avvolge l’esistenza di un giovane di Gerusalemme e il suo rapporto con Dio. Viene così descritta la figura immaginaria di Simone, figlio di Taddeo, affiliato alla setta degli zeloti, che si nasconde sotto falso nome in un casolare di campagna.

In gioventù ha commesso molti crimini e quando quella mattina si trova di fronte al fico incenerito nel suo podere, lo interpreta da una parte come un segno di sventura che lo costringe a fare i conti con il proprio passato tenebroso, dall’altra come il simbolo di una vita, la sua, innestata in una storia più grande, resa santa dall’intervento del Dio di Israele.

Simone è attratto dall’autorevolezza e dal fascino di Gesù e, forte della sua consuetudine con la violenza, ne percepirà la morte imminente e l’afflato verso una salvezza venata di disperazione. Come se l’autore volesse dire che: “uomini e dei non vivono in sfere differenziate ma sono accomunati da un fragile destino”.

Simone era un omicida, colpiva nei vicoli non per il piacere di procurare la morte, ma per il bisogno di provocare Dio. Il timore di essere arrestato dai Romani lo mette in fuga. Dopo essere riuscito a salvare solo la figlia Ester, cambia identità e trova riparo presso una comunità zelota e in un casolare decrepito in Betania.

Qui cresce la piccola Ester e ammira l’albero di fico che dà i suoi frutti. Ma una mattina trova il fico incenerito e di fronte a questa immagine intravede la sua rinascita, il cambiamento, il lasciarsi alle spalle un passato di violenza, che aveva sia procurato che subìto. Da qui rivolge un nuovo sguardo proiettato verso il futuro. Si condanna per il suo passato, si interroga sul suo futuro e prova a germogliare ancora come l’albero.

“Il Fico di Betania” (ed. Aboca, euro 14,00) va ad arricchire “Il bosco degli scrittori”, progetto editoriale di Aboca in cui gli alberi sono l’espediente per raccontare l’uomo e il mondo con la sensibilità di alcuni tra gli scrittori italiani più talentuosi.

“Da sempre le piante – afferma Aboca – esercitano una profondissima fascinazione sull’attività creativa degli scrittori. Con poche eccezioni, si potrebbe dire che ognuno di loro abbia legato a un albero, reale o immaginario, una parte spesso rilevante della sua opera. Questa serie di libri consentirà ad alcuni tra gli scrittori più interessanti e consapevoli del nostro panorama letterario di raccontare il mondo, il loro e il nostro, proprio a partire da un albero”.

Alberto Garlini è nato a Parma nel 1969. Vive a Pordenone. Ha pubblicato Una timida santità (Sironi, 2002) e Fútbol bailado (Sironi, 2004), Tutto il mondo ha voglia di ballare (Mondadori, 2007), La legge dell’odio (Einaudi, 2012), tradotto in Francia da Gallimard, e Piani di vita (Marsilio, 2015). È tra i curatori della manifestazione culturale Pordenonelegge.

Pietro e Paolo, la Grande Guerra raccontata da Marcello Fois

Enaudi pubblica il nuovo libro di Marcello Fois, Pietro e Paolo, un’indagine introspettiva e poetica durante la Grande Guerra, che descrive la noia e l’abitudine. Un libro scritto con giochi fonetici perfetti, per quella che viene descritta come un testimonianza rapsodica piena di metafore.

Marcello Fois

Un libro da leggere con attenzione, puro e bello, con giochi di personalità che non risultano subito all’evidenza, e vanno analizzati con profondità.

Il periodo viene descritto da Marcello Fois seguendo i protagonisti che rappresentano le loro diverse classi sociali, le loro diversità economiche, e culturali che cercano di incontrarsi in un libro che agisce come punto di incontro tra la narrazione orale e la scrittura.

La storia

La Grande Guerra fa da sfondo alla storia di amicizia che il libro racconta, in cui protagonisti di un rapporto non paritario cercano di svilupparsi tra gli eventi del periodo storico.

Una storia di contraddizioni e delusioni, in cui l’autore cerca di trovare un indirizzo alla differenza tra i protagonisti per farli diventare voce unica di testimonianza. La forza di questo libro è proprio nella ricerca che l’autore fa per riunire le tante sfumature dei vari personaggi per creare un insieme unico, ed univoco. Sfumature di vita, che l’autore ha saputo trasformare in bellezza letteraria di rara purezza, in cui potrete attraversare tutti i frammenti della vita.

Un libro ricco, da sottolineare per quante frasi possono essere riprese e reinterpretate, quasi utili. Frasi belle, da ricordare, ma anche da riprendere nei tanti casi in cui la vita ci porta, e in quelli che dobbiamo affrontare quotidianamente. Sono tante le immagini, i concetti e le situazioni che il libro ci presenta come se fossero le nostre. La nostra vita che si presenta sotto forma di libro, da riprendere ad ogni occasione.

Marcello Fois si presenta con la sua Sardegna, un’isola che sembra lontana dal continente, e invece è così vicina alle nostre vite, con un libro profondo, a due anni dal suo ultimo romanzo. Lo scrittore, così legato alla sua terra, ci porta a conoscerci, come italiani, e come umani, nel profondo fragore dei nostri sentimenti.

“Il settore bancario” di Paolo Biffis, un libro per capire come funziona la banca

Le banche sono nell’occhio del ciclone, in questi anni, per la crisi scatenata dal 2008 proprio a partire dal settore bancario, che è anche il libro di Paolo Biffis, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Un libro tecnico che però ha il merito di farsi capire anche dal profano, pur restando un testo destinato agli addetti ai lavori. Un libro giunto alla sua quarta edizione. Pubblicato per la prima volta nel 2007 su Amazon e autopubblicato, come succede a tanti libri di oggi, che non trovano appeal tra gli editori.

Se avete un minimo di curiosità, e di forza di volontà nel cimentarvi negli aspetti tecnici della pratica bancaria, Paolo Biffis vi porterà nei segreti delle camere di compensazione, il vero nucleo del credito, a partire dalla descrizione di Jevons, uno dei padri dell’economia moderna, che ne parlò chiaramente già alla metà dell’Ottocento.

La centralità del libro

Il libro è una finestra aperta sul settore bancario, che pur con i suoi tecnicismi, riesce a descrivere come funziona il comparto. Un testo sottovalutato, di cui si parla pochissimo, pur in un periodo in cui molti “nuovi ricercatori” si stanno cimentando nelle spiegazioni più variegate sulla questione monetaria e bancaria.

La crisi economica, e l’arrivo dell’euro come moneta unica ha infatti portato alla ribalta molti teorici monetari. Ma quasi nessuno ha letto questo testo fondamentale. Nonostante le tantissime “lezioni” online di “vecchi e nuovi” economisti, la pratica delle camere di compensazione, regolate dalla legge, è quasi del tutto sconosciuta.

Il sistema del credito, così ben descritto da Biffis, non viene mai analizzato in modo così profondo, non conoscendo a fondo i meccanismi che fanno funzionare una banca.

Eppure sarebbe semplice. Ogni passo del settore creditizio è regolato e sottoposto a vincoli ben definiti, accettati dai parlamenti dei vari Stati, e validi a livello internazionale. Biffis getta uno sguardo illuminante sulla moneta bancaria. Illuminante anche sui conti correnti che determinano il sistema dei pagamenti, con il quale le banche riescono (o non riescono) ad erogare il credito.

Meccanismi fondamentali da capire, quando si vuole comprendere i motivi delle strette creditizie e delle crisi bancarie attuali.

Il libro è venduto solo online, sia in Pdf che in formato cartaceo, con la piattaforma di autopubblicazione Lulu.com.

Moon, il libro per gli appassionati dell’allunaggio

L’allunaggio scritto a più mani, per chi, dell’avventura dell’uomo sulla Luna non può farne a meno. Sono passati 50 anni dal giorno (la notte in Italia) in cui la storia dell’umanità cambiò. Per la prima volta l’uomo metteva piede su una superficie non terrestre, e tutto venne racchiuso in una delle frasi più celebri della storia: un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità.

Neil Amstromg diventò uno degli uomini più famosi della storia, al pari di Leonardo Da Vinci e Michelangelo, e l’uomo iniziò la sua vera corsa allo spazio.

Il libro Moon sull’allunaggio

Moon celebra i cinquanta anni da quel fantastico giorno in cui l’uomo mise piede sulla Luna con undici storie, perché se ogni abitante potesse scrivere un libro, racconterebbe il suo giorno in cui Amstrong pronunciò la famosa frase.

Undici autori per un unico evento che il 20 luglio 1969 cambiò la vita di tutti. E chi non era nato, può raccontarla attraverso l’archivio Rai, con la famosa esclamazione di Tito Stagno, “ha toccato il suolo lunare”, anche se Ruggero Orlando, l’inviato a Houston, smentiva.

Undici storie diverse, undici generi diversi, per raccontare la propria Luna, con l’amore, con la fantascienza, con la saggistica e perché no, anche con il complottismo, che ha fatto dell’allunaggio uno dei suoi generi più prolifici.

Tutti con il loro pezzetto di Luna, con il loro racconto, a volte ironico, a volte drammatico, ma sempre vero, per raccontare quel giorno, in cui il mondo doveva girare lo stesso, lavorare lo stesso, amare lo stesso, e non poteva fermarsi a guardare all’insù per ammirare quella palla bianca che stava per essere conquistata, dopo millenni di sogni.

La diretta televisiva in bianco e nero è il punto di partenza di Moon, delle storie che racconta, degli uomini, che sulla Terra affrontavano la loro vita personale, i loro fallimenti e i loro successi, mentre un uomo solo piantava una bandiera per tutti.

Storie che c’entrano poco con Amstrong, ma che erano concomitanti. Tanti amori finivano nello stesso istante in cui l’astronauta più famoso di tutti scendeva la scaletta, tanti ne nascevano. Alcuni morivano e altri nascevano.

Tutto questo è Moon, scritto da Divier Nelli, Leonardo Gori, Giulio Leoni, Mariano Sabatini e altri sette autori, conosciuti ed esordienti.

Arti Marziali: quali libri leggere per controllare il corpo e la mente

Praticare un’arte marziale è molto più di uno sport: è uno stile di vita che allena il corpo e la mente a sviluppare disciplina, potenza e controllo. In poche parole, è un percorso di autoconsapevolezza che unisce esercizio fisico e meditazione per raggiungere uno scopo ambizioso: l’auto elevazione. Spesso, chi si avvicina alle arti marziali è contagiato dal fascino di figure leggendarie, come i maestri del karate di Okinawa. Meno noto è l’aspetto spirituale connesso alla pratica.

Le arti marziali sono riservate solo a chi ha un fisico d’acciaio e doti di potenza e velocità straordinarie? Chi la pensa così è decisamente fuori strada. Oltre ad essere una via d’accesso privilegiata all’arte della meditazione, infatti, le arti marziali vantano anche aspetti curativi e offrono numerosi benefici a chi vuole intraprendere il percorso dell’autoguarigione.

Qi Gong e Tai Chi: il potere dell’auto guarigione

Lo sapevi, ad esempio, che il Qi Gong è efficace per la cura del mal di schiena? Questa interessante disciplina, legata alla medicina tradizionale cinese, si prefigge come scopo lo sviluppo del Qi, l’energia interna del corpo umano. Chi si avvicina a questa pratica lo fa anche per beneficiare del suo potenziale curativo: ovvero, della sua efficacia nel contrasto alle lombalgie, per rafforzare le articolazioni e combattere o prevenire i problemi di schiena che affliggono la maggior parte delle persone.

Un’altra disciplina dai noti poteri curativi è il Tai iì Quan in cu convivono pratica, teoria ed esperienza interiore. Oltre ad addestrare il corpo, questa antichissima pratica aiuta a sviluppare il controllo della mente attraverso la meditazione. I manuali dedicati consentono di avvicinarsi al Tai iì Quan e di approfondire particolari aspetti, legati, a seconda dei casi, alla Forma Lunga, composta da 108 movimenti, e alla Forma Breve che ne sintetizza le virtù terapeutiche, semplificando il processo di apprendimento e la memorizzazione dei singoli movimenti.

Sviluppare il controllo: questione di disciplina

Le arti marziali aiutano a rafforzare il corpo e a controllare la mente: oltre a padroneggiare i colpi, infatti, il vero guerriero è in grado di sfuggire agli avversari, grazie alla meditazione e alla perfetta padronanza della respirazione e dei gesti. Tra le doti del guerriero c’è la capacità di sintonizzarsi con la mente altrui, intuendo le intenzioni e prevenendo i movimenti dell’avversario. La mente, infatti, viene prima dei muscoli: come insegnano il judo e altre discipline, le arti marziali non sono che una via per utilizzare al meglio la propria energia fisica e mentale. 

Per raggiungere questo livello di controllo, naturalmente, è necessaria molta disciplina e una pratica costante. Comprendere la filosofia legata alle arti marziali è un presupposto fondamentale per sviluppare la motivazione e l’atteggiamento necessario per intraprendere un percorso di miglioramento graduale.

Sei affascinato dalle arti marziali ma sei indeciso su quale disciplina intraprendere? Clicca qui per avere una panoramica completa delle varie discipline: che tu voglia migliorare il benessere psicofisico o diventare un guerriero invincibile, il libro giusto ti offrirà gli spunti utili per cominciare l’apprendimento. Sposando aspetti pratici e teorici, i manuali dedicati spiegano come imparare gli esercizi più semplici, adottando un approccio mirato in base ai propri obiettivi.

Maria Sole Sanasi d’Arpe: la verità di Priore e Cutonilli nel libro ‘I segreti di Bologna’

Maria Sole Sanasi d’Arpe, in un articolo pubblicato su Il Foglio, ci parla del libro “I segreti di Bologna”, uscito nel 2016 per Chiarelettere.

Dopo interminabili indagini giudiziarie e rinnovate ipotesi storiografiche, Valerio Cutonilli e Rosario Priore iniziano una loro personale inchiesta sulla strage alla stazione ferroviaria di Bologna avvenuta il 2 Agosto 1980.

A conclusione del lavoro di ricostruzione, Priore e Cutonilli arrivano ad una tesi diversa da quella che è stata sostenuta per anni e la racchiudono nel libro “I segreti di Bologna”.

Maria Sole Sanasi d’Arpe a proposito del contenuto del libro scrive: “Quel giorno l’attentato alla stazione ferroviaria di Bologna ha provocato ottantacinque morti e duecento feriti in seguito all’esplosione di una bomba di ventitré chilogrammi. La totale astrazione concettuale del principio di verità, sostituita fattualmente dall’analisi del tempo e degli avvenimenti, ovvero, nel caso specifico, da indagini che nel trascorrere del tempo si sono rincorse sempre uguali, ammantate di schemi e modelli della società: i soliti colpevoli del sistema di quell’epoca”.

Per Rosario Priore sollevare il velo sulla strage di Bologna è un “dovere soprattutto per chi, come me, ha indagato a lungo sulle vicende più torbide della storia dell’Italia repubblicana e conosce bene i limiti della verità giudiziaria”.

“È arrivato il momento – scrive Priore nel libro – di spiegare cose che ancora rimangono in sospeso. E per farlo, per tessere il filo sottile ma tenace che collega questo eccidio al contesto nazionale e internazionale dell’epoca, è di vitale importanza che il lettore tenga a mente alcune date e luoghi che spesso torneranno in questo libro”.

Sanasi scrive: “quella di Priore, magistrato che ha indagato su alcuni grandi casi italiani (da Ustica al caso Moro) e Cutonilli, avvocato civilista e portavoce da anni di un comitato per l’estraneità dei Nuclei armati rivoluzionari alla strage, è una contestazione; una voce che si oppone alla condanna definitiva dei Nar Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Il tutto sezionando i fatti, elementi della verità processuale, per costruirne e affermarne un’altra. Per affermare la possibilità di legare l’esplosione dell’ordigno a un patto non scritto e violato nel settembre del 1979 con l’arresto di Abu Anzeh Saleh a Bologna, esponente del Fplp (Fronte popolare per la liberazione della Palestina): il cosiddetto lodo Moro, un presunto accordo secondo cui gli arabi potevano trasportare armi in Italia in cambio dell’immunità del nostro paese dagli attentati”.

All’inizio degli anni Settanta il governo italiano aveva stipulato un’intesa segreta con le organizzazioni della resistenza palestinese – il cosiddetto «lodo Moro» – che consentiva a queste ultime di trasportare armi nel nostro territorio in cambio dell’impegno a non compiere attentati.

Il patto viene violato nel novembre del 1979 con l’arresto, a Bologna, di Abu Anzeh Saleh, esponente dell’Fplp coinvolto nel traffico dei missili terra-aria Strela scoperto dai carabinieri a Ortona nei giorni precedenti.

Il libro comincia proprio da questo evento, frutto della situazione tesa tra Usa e Urss, negli anni della Guerra fredda, che non risparmia l’Italia e, seguendo l’iter di quelle armi, svela l’intrigo internazionale allora in atto.

Nell’articolo di Sanasi leggiamo: “Una prova concreta dell’avvenuta intesa tra Italia e palestinesi emerge nella notte del 9 gennaio 1982, quando a Roma viene arrestato il leader brigatista Giovanni Senzani: un suo appunto riassume i contenuti di un colloquio a Parigi con il capo dei servizi segreti dell’Olp, Abu Ayad. C’è scritto che l’Urss, in contatto con i terroristi rossi e celata regista degli attentati in Europa tra il ’73 e il ‘77, ha voluto opporsi alla politica dei paesi europei in Medio Oriente”.

Il libro è diviso in due parti: una prima in cui vengono illustrati la genesi del lodo Moro tra l’Italia e i palestinesi e il ribollente contesto geopolitico internazionale prima della strage; e una seconda che ha per punto focale la strage con le relative indagini e le eclatanti scoperte.

Rosario Priore è stato uno dei magistrati più impegnati a ricercare la verità sul terrorismo in Italia, soprattutto nelle sue matrici internazionali. Molte le inchieste da lui condotte: Ustica, Moro, l’attentato a papa Giovanni Paolo II, le stragi di stampo mediorientale. Ha fatto parte di commissioni internazionali sul terrorismo e la criminalità organizzata.

L’avvocato romano Valerio Cutonilli, da anni impegnato a studiare la strage di Bologna, tanto da aver già scritto un libro nel 2007 “Strage all’Italiana”.

Le otto montagne di Paolo Cognetti, Premio Strega 2017 – TRAMA

“Le otto montagne” di Paolo Cognetti è il libro vincitore del Premio Strega 2017. Per la casa editrice Einaudi si tratta del terzo premio assegnato, quest’anno senza molte sorprese. I critici lo hanno già definito un buon romanzo, forse non straordinario, classico nella narrazione di temi come l’amicizia, l’infanzia, il rapporto padre-figlio. Più originale l’ambientazione di cui la montagna è la protagonista assoluta.

Trama de “Le otto montagne”

Pietro è un ragazzino solitario che vive a Milano con i suoi genitori, nostalgici della montagna dove si sono conosciuti e innamorati e dalla quale le vicende della vita li hanno costretti ad allontanarsi. La famiglia affitta una casa a Grana, un paesino che si affaccia sul Monte Rosa, e da quel momento durante le vacanze estive rinasce l’amore per la montagna: Pietro incontra Bruno, un ragazzino che pascola le mucche e con lui stringe un’amicizia profonda che durerà tutta la vita.

3 LIBRI D NON PERDERE A GIUGNO 2017

Nella seconda parte del romanzo si parla del diffile rapporto tra Pietro e suo padre, un uomo scontroso che riesce a rasserenarsi solo durante le escursioni in montagna. In una di queste passeggiate porta con sè Pietro e poi coinvolge anche l’amico.

I 10 LIBRI PIU’ LETTI AL MONDO

La terza parte del libro torna a puntare l’attenzione sui due ragazzi, amici che ormai sono diventati due adulti alla ricerca della loro strada nella vita: Pietro vuole cercare il suo posto nel mondo e decide di viaggiare fino ad arrivare in Nepal, Bruno invece non si muoverà mai da Grana.

Il Trono di Spade: George Martin annuncia novità sugli ultimi due libri

La prima puntata della settima stagione di Game of Thrones è andata in onda e ovviamente ha catturato l’attenzione dei numerosissimi fan della serie tv e dei libri di George Martin, la saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

I lettori appassionati della saga aspettano ormai da anni che George Martin completi i libri. In questo momento mancano due tomi alla fine della storia e la paura dei fan è che l’autore, che non gode di ottima salute ed è avanti con gli anni, possa morire prima di completare il lavoro. La buona notizia però è che  in una recente intervista, George Martin ha assicurato che sta finendo i libri e che “The Winds of Winter”, penultimo capitolo, uscirà nel 2018. Un’altra anticipazione riguarda il finale della saga e quindi anche il finale della serie tv.

Come ben sanno gli esperti che hanno letto i libri e seguito la serie in onda su Sky Atlantic, se fino ad un certo punto la trama della serie ha seguito pedissequamente quella dei libri, ad un certo punto le due strade si sono divise. In questo momento la serie tv è arrivata ad un punto molto in avanti rispetto alle vicende raccontate nel libro ed è andata avanti in modo completamente autonomo rispetto alle vicende dei romanzi. I lettori a questo punto si chiedono come potrebbe essere il finale dei libri? Seguira l’andamento della trama della serie tv o sarà totalmente diverso?

George Martin ha dato la sua risposta e ha spiegato che la serie televisiva e i libri sono due universi differenti e quindi seguiranno strade diverse. Il Trono di Spade della saga letteraria sarà totalmente diverso dallo show e seguirà le idee che George Martin aveva ancora prima di incontrare i produttori di Game of Thrones, nel lontano 2007.