Max Pezzali presenta il libro Un tuffo negli 883

Appena reduce dal nuovo disco “Qualcosa di Nuovo” Max Pezzali non si è risparmiato ed ha regalato ancora qualcosa di nuovo ai suoi fan. Un libro intitolato “Max 90 Un tuffo negli 883” dove ha voluto raccontare la sua storia con il noto gruppo di cui ha fatto da leader per tanti anni. Un teaser pubblicato sulla sua pagina facebook per pubblicizzarlo, cliccate qui.

Chi in Italia non conosce Pezzali ed i mitici 883? Tutte le generazioni nate nella metà degli anni 80 e poi 90 ha sicuramente preso parte a qualche evento ballando sulle note di questo fantastico gruppo italiano. Come dimenticare la leggendaria “hanno ucciso l’uomo ragno” che ha reso il gruppo famosissimo anche fuori dai confini. Max ormai è da anni solista, ma ha voluto ricordare, oserei dire esaltare, il ricordo legato alla band che l’ha reso celebre e che gli ha donato sicuramente un’infinità di emozioni.

Questo libro descrive gli anni 90 secondo Max attraverso tutti i miti e le leggende che l’hanno influenzato e soprattutto ispirato nella scrittura delle canzoni che hanno reso poi, lui stesso un mito. L’uscita è prevista per il 4 Marzo 2021, ma potete già preordinarlo online tramite Amazon al costo di 18,90€.

Nel libro hanno partecipato con una prefazione Lodo Guenzi de “Lo Stato Sociale” ed il co-fondatore degli 883, con una nota, Mauro Rapetto. Il 2021 si annuncia quindi come l’anno del ritorno ai concerti allo Stadio San Siro accompagnato nel viaggio da Radio Italia. Ricordiamo inoltre che questo non è il primo libro scritto da Max e che volendo recuperare qualcosa di dedicato trovate la sua biografia “Stessa Storia, Stesso Posto, Stesso Bar” pubblicato nel 1998, una seconda autobiografia “I Cowboy non mollano – La Mia Storia” pubblicato nel 2013 ed un romanzo intitolato “Per prendersi una vita” pubblicato nel 2008. Insomma è proprio il caso di dirlo, con tutto quello che ancora continua a regalarci questo artista, le parole giuste ce le ha insegnate proprio lui e quindi ci sembra il caso di ricambiarlo: sei un mito Max! Nell’attesa che davvero qualcosa di nuovo accada e che ci riporti alla vita di prima a goderci i concerti come facevamo tutti insieme abbracciati.

Harry Potter e la parodia trans scritta da Chuck Tingle

Sì, avete letto bene! Non siamo qui per parlavi dei classici scritti da J.K. Rowling ma di una versione “particolare” ad essi ispirati. Vi parliamo sempre di Harry Potter, quel maghetto simpatico con gli occhiali, ma in una versione inedita e soprattutto inaspettata. Lo sappiamo che a leggere l’articolo di seguito penserete PERCHÈ? A questa risposta possiamo rispondervi solo in un modo: perché no?

Ed eccola qui la copertina della parodia più strana che Harry Potter potesse avere. Il titolo originale potete leggerlo ma lo traduciamo per voi “Il Mago Trans Harriet  Porber ed il ragazzaccio Parasaurolophus (dovrebbe esse quella specie di dinosauro) – Una novella romantica per adulti dal due volte finalista del Hugo Award – Chuck Tingle” credo che anche a leggere tale opera non si potrà mai capire appieno, ma va bene così.

La storia

La maga tran Harriet Porber ha un blocco creativo, dopo aver creato un incantesimo di successo. Un po’ come capita agli scrittori e siamo sicuri che a Chuck Tingle quest’idea è arrivata proprio durante uno di questi blocchi. Sotto suggerimento della sua agente Minerma, la maga si trasferisce su un’isola poco lontano dalla costa inglese dove incontra questa sorta di dinosauro parasaurofolo di nome Snabe. Questo personaggio farà ricredere la maga sul piano della realtà, le rivelerà che esiste molto di più oltre il piano dell’apparenza. Alla fine i due si scoprono avere lo stesso obiettivo, creare un incantesimo di successo, ma le cose vengono complicate quando al cast si aggiungono la motosenziente Dellatrix ed una specie di mammut(?) senziente Braco.

Read moreHarry Potter e la parodia trans scritta da Chuck Tingle

Che successo per Lefebvre: “La Fuggitiva” debutta alla grande

Un vero e proprio thriller, in cui non esistono picchi di interesse, semplicemente per via del fatto che il ritmo rimane sempre estremamente coinvolgente e intrigante. Ne “La Fuggitiva”, che si può acquistare anche su Amazon, la soglia dell’attenzione non cala proprio perché il lettore viene messo nelle perfette condizioni per non abbassare mai la guardia, lasciandosi completamente ammaliare dall’intrigo che si snoda lungo diversi luoghi.

Il personaggio del commissario Gerard

Questo romanzo di cui potete anche leggere una piccola anteprima, non ha pecche dal punto di vista deduttivo, in cui non mancano anche i momenti di riflessione del commissario Gerard. Nella narrazione si stagliano, infatti, delle vere e proprie pause, in cui Gerard riflette su parti, momenti e persone della propria vita, sia al tavolino di un bar che sul divano della propria abitazione.

Eppure, uno dei grandi pregi di Carlo Lefebvre è stato quello di non disegnare Gerard come il detective che ha sempre ragione e difficilmente commettere degli errori, tipica figura che imperversava nei primi anni che hanno caratterizzato il genere giallo. Certo, non è un caso che Gerard abbia dato il nome “Dupin” a uno dei cagnolini che ha salvato dal canile, ma in realtà la descrizione migliore per il commissario è quello di un professionista, indubbiamente competente e intelligente, ma che va a combinare, durante tutto l’arco narrativo, le abilità a livello lavorativo, l’intelligenza e un notevole spirito di osservazione.

Impossibile non affezionarsi a Gerard: arrivato ai cinquant’anni, deve convivere con due problemi, entrambi in campo sentimentale. Da una parte porta con sé le ferite legate al passato e dall’altro la grande paura di non essere in grado di innamorarsi di nuovo. E alla fine le due problematiche si fondono in una sola, che ha un nome, ovvero Michelle. La sua ex compagna, il suo grande amore che è terminato in modo brusco e improvviso, inatteso, lasciandogli in mano dei progetti di vita e anche un sentimento che non accenna a ridursi.

L’uso delle citazioni, che non scadono mai nella banalità

Uno dei tratti principali di questo bellissimo romanzo è rappresentato anche da un aspetto che solo i più attenti sono in grado di notare. Ovvero le citazioni, che non si tramutano mai in definizioni pedanti, ma che al contrario riescono a rappresentare e mettere in evidenza correttamente diverse atmosfere.

La citazione che accompagna l’aperitivo al Pérnod, che riesce ad avvicinare molto il commissario Gerard a Maigret, senza dimenticare le sue immancabili e inseparabili sigarette Chesterfield, creando un legame con il James Bond di Vivi e “lascia morire”. Citazioni tratte dalla più disparata letteratura, riprendendo vari aspetti anche multietnici, lasciando ispirare da Habib Selmi, Fatema Mernissi, André Breton, Ashley Hay, Charles Baudelaire, Robert Musil e Oscar Wild. Non mancano anche le citazioni legate dal cinema, come quelle nei confronti di Abdellatif Kechiche e Marcel Carné, così emerge anche uno stretto legame con la musica, in particolar modo con Dietrich Buxteude, Giovan Battista Pergolesi e gli Armada.

Un debutto che hanno avuto in pochi, per un libro tutto da assaporare: un romanzo che trasuda realtà e che apprezzato in ogni suo dettaglio.

Aspettando “Una grande storia d’amore”

Dopo una lunga estate in cui la pubblicazione editoriale ha subito le conseguenze della pandemia, finalmente gli autori italiani rientrano in scena, riprendendosi lo spazio che era stato loro sottratto.

Il titolo che vi mostriamo oggi è il nuovo lavoro dell’autrice Susanna Tamaro (la ricordiamo per Va’ dove ti porta il cuore). Si tratta del romanzo Una grande storia d’amore (pubblicato da Solferino) atteso per il 17 settembre prossimo. Per il nuovo lavoro dell’autrice c’è stata una vera e propria sfida tra illustratori da ogni parte del continente per disegnarne la copertina, vinta da Julia Hosse, illustratrice per case editrici di origini berlinesi. Vediamo la descrizione del libro:

Edith e Andrea, una giovane un po’ trasgressiva e un capitano molto rigoroso, si incontrano per caso su un traghetto, tra Venezia e la Grecia. Un evento minimo dei tanti di cui è fatta la vita. Ma la loro cambia per sempre. Dapprima c’è il rifiuto: come possono, loro così diversi, sentirsi attratti l’una dall’altro? Poi le fasi alterne di un amore dapprima clandestino, le avventure di una lunga separazione, il pericolo di un segreto, una felicità inattesa e una grande prova… E infine l’isola, piena di vento e di luce, dove i due vanno ad abitare ristrutturando una vecchia casa abbandonata. L’isola dove ora Andrea si ritrova solo. I dialoghi veramente importanti, però, non si esauriscono mai: mentre la cura quotidiana del giardino e delle api dell’amata moglie lo aiuta a tornare alla vita, Andrea continua a parlare con lei. Le racconta, con tenerezza e passione, la loro grande storia d’amore. E le promette che ritroverà la figlia, Amy, che da troppo tempo ha interrotto i rapporti con i genitori. Forse è possibile ricominciare, riscoprirsi famiglia, nonostante i dispiaceri e le scomode verità?
Una storia semplice eppure deflagrante, che ci pone domande fondamentali: sui legami che forgiamo tra le anime, sulla nostra capacità di cambiare, sul destino che unisce e separa. Quando ci sembra di aver perso la capacità di stupirci, cercare la luce, prenderci cura, è il cuore che tace o solo noi che non lo sappiamo ascoltare? Un romanzo potente, intenso, ricco di saggezza, capace di segnare la strada per la rinascita che tutti cerchiamo.

Il fico di Betania: il noir biblico di Alberto Garlini

“Il fico di Betania” di Alberto Garlini è un noir biblico che racconta con straordinaria efficacia il limite, tragico ed evanescente, dei rapporti fra uomo e Dio, accomunati da un fragile destino. Garlini si ispira alla parabola della maledizione del fico raccontata nei Vangeli di Marco e di Matteo.

È stata la casa editrice Aboca a lanciare l’idea a Garlini di scrivere un romanzo che avesse un albero al centro della storia. Lo scrittore ha quindi scelto la parabola del fico di Betania, un albero che Gesù una notte maledì perché non aveva frutti da offrigli.

Garlini intreccia il mistero della maledizione dell’albero con quello che avvolge l’esistenza di un giovane di Gerusalemme e il suo rapporto con Dio. Viene così descritta la figura immaginaria di Simone, figlio di Taddeo, affiliato alla setta degli zeloti, che si nasconde sotto falso nome in un casolare di campagna.

In gioventù ha commesso molti crimini e quando quella mattina si trova di fronte al fico incenerito nel suo podere, lo interpreta da una parte come un segno di sventura che lo costringe a fare i conti con il proprio passato tenebroso, dall’altra come il simbolo di una vita, la sua, innestata in una storia più grande, resa santa dall’intervento del Dio di Israele.

Simone è attratto dall’autorevolezza e dal fascino di Gesù e, forte della sua consuetudine con la violenza, ne percepirà la morte imminente e l’afflato verso una salvezza venata di disperazione. Come se l’autore volesse dire che: “uomini e dei non vivono in sfere differenziate ma sono accomunati da un fragile destino”.

Simone era un omicida, colpiva nei vicoli non per il piacere di procurare la morte, ma per il bisogno di provocare Dio. Il timore di essere arrestato dai Romani lo mette in fuga. Dopo essere riuscito a salvare solo la figlia Ester, cambia identità e trova riparo presso una comunità zelota e in un casolare decrepito in Betania.

Qui cresce la piccola Ester e ammira l’albero di fico che dà i suoi frutti. Ma una mattina trova il fico incenerito e di fronte a questa immagine intravede la sua rinascita, il cambiamento, il lasciarsi alle spalle un passato di violenza, che aveva sia procurato che subìto. Da qui rivolge un nuovo sguardo proiettato verso il futuro. Si condanna per il suo passato, si interroga sul suo futuro e prova a germogliare ancora come l’albero.

“Il Fico di Betania” (ed. Aboca, euro 14,00) va ad arricchire “Il bosco degli scrittori”, progetto editoriale di Aboca in cui gli alberi sono l’espediente per raccontare l’uomo e il mondo con la sensibilità di alcuni tra gli scrittori italiani più talentuosi.

“Da sempre le piante – afferma Aboca – esercitano una profondissima fascinazione sull’attività creativa degli scrittori. Con poche eccezioni, si potrebbe dire che ognuno di loro abbia legato a un albero, reale o immaginario, una parte spesso rilevante della sua opera. Questa serie di libri consentirà ad alcuni tra gli scrittori più interessanti e consapevoli del nostro panorama letterario di raccontare il mondo, il loro e il nostro, proprio a partire da un albero”.

Alberto Garlini è nato a Parma nel 1969. Vive a Pordenone. Ha pubblicato Una timida santità (Sironi, 2002) e Fútbol bailado (Sironi, 2004), Tutto il mondo ha voglia di ballare (Mondadori, 2007), La legge dell’odio (Einaudi, 2012), tradotto in Francia da Gallimard, e Piani di vita (Marsilio, 2015). È tra i curatori della manifestazione culturale Pordenonelegge.

Pietro e Paolo, la Grande Guerra raccontata da Marcello Fois

Enaudi pubblica il nuovo libro di Marcello Fois, Pietro e Paolo, un’indagine introspettiva e poetica durante la Grande Guerra, che descrive la noia e l’abitudine. Un libro scritto con giochi fonetici perfetti, per quella che viene descritta come un testimonianza rapsodica piena di metafore.

Marcello Fois

Un libro da leggere con attenzione, puro e bello, con giochi di personalità che non risultano subito all’evidenza, e vanno analizzati con profondità.

Il periodo viene descritto da Marcello Fois seguendo i protagonisti che rappresentano le loro diverse classi sociali, le loro diversità economiche, e culturali che cercano di incontrarsi in un libro che agisce come punto di incontro tra la narrazione orale e la scrittura.

La storia

La Grande Guerra fa da sfondo alla storia di amicizia che il libro racconta, in cui protagonisti di un rapporto non paritario cercano di svilupparsi tra gli eventi del periodo storico.

Una storia di contraddizioni e delusioni, in cui l’autore cerca di trovare un indirizzo alla differenza tra i protagonisti per farli diventare voce unica di testimonianza. La forza di questo libro è proprio nella ricerca che l’autore fa per riunire le tante sfumature dei vari personaggi per creare un insieme unico, ed univoco. Sfumature di vita, che l’autore ha saputo trasformare in bellezza letteraria di rara purezza, in cui potrete attraversare tutti i frammenti della vita.

Un libro ricco, da sottolineare per quante frasi possono essere riprese e reinterpretate, quasi utili. Frasi belle, da ricordare, ma anche da riprendere nei tanti casi in cui la vita ci porta, e in quelli che dobbiamo affrontare quotidianamente. Sono tante le immagini, i concetti e le situazioni che il libro ci presenta come se fossero le nostre. La nostra vita che si presenta sotto forma di libro, da riprendere ad ogni occasione.

Marcello Fois si presenta con la sua Sardegna, un’isola che sembra lontana dal continente, e invece è così vicina alle nostre vite, con un libro profondo, a due anni dal suo ultimo romanzo. Lo scrittore, così legato alla sua terra, ci porta a conoscerci, come italiani, e come umani, nel profondo fragore dei nostri sentimenti.

“Il settore bancario” di Paolo Biffis, un libro per capire come funziona la banca

Le banche sono nell’occhio del ciclone, in questi anni, per la crisi scatenata dal 2008 proprio a partire dal settore bancario, che è anche il libro di Paolo Biffis, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Un libro tecnico che però ha il merito di farsi capire anche dal profano, pur restando un testo destinato agli addetti ai lavori. Un libro giunto alla sua quarta edizione. Pubblicato per la prima volta nel 2007 su Amazon e autopubblicato, come succede a tanti libri di oggi, che non trovano appeal tra gli editori.

Se avete un minimo di curiosità, e di forza di volontà nel cimentarvi negli aspetti tecnici della pratica bancaria, Paolo Biffis vi porterà nei segreti delle camere di compensazione, il vero nucleo del credito, a partire dalla descrizione di Jevons, uno dei padri dell’economia moderna, che ne parlò chiaramente già alla metà dell’Ottocento.

La centralità del libro

Il libro è una finestra aperta sul settore bancario, che pur con i suoi tecnicismi, riesce a descrivere come funziona il comparto. Un testo sottovalutato, di cui si parla pochissimo, pur in un periodo in cui molti “nuovi ricercatori” si stanno cimentando nelle spiegazioni più variegate sulla questione monetaria e bancaria.

La crisi economica, e l’arrivo dell’euro come moneta unica ha infatti portato alla ribalta molti teorici monetari. Ma quasi nessuno ha letto questo testo fondamentale. Nonostante le tantissime “lezioni” online di “vecchi e nuovi” economisti, la pratica delle camere di compensazione, regolate dalla legge, è quasi del tutto sconosciuta.

Il sistema del credito, così ben descritto da Biffis, non viene mai analizzato in modo così profondo, non conoscendo a fondo i meccanismi che fanno funzionare una banca.

Eppure sarebbe semplice. Ogni passo del settore creditizio è regolato e sottoposto a vincoli ben definiti, accettati dai parlamenti dei vari Stati, e validi a livello internazionale. Biffis getta uno sguardo illuminante sulla moneta bancaria. Illuminante anche sui conti correnti che determinano il sistema dei pagamenti, con il quale le banche riescono (o non riescono) ad erogare il credito.

Meccanismi fondamentali da capire, quando si vuole comprendere i motivi delle strette creditizie e delle crisi bancarie attuali.

Il libro è venduto solo online, sia in Pdf che in formato cartaceo, con la piattaforma di autopubblicazione Lulu.com.

Moon, il libro per gli appassionati dell’allunaggio

L’allunaggio scritto a più mani, per chi, dell’avventura dell’uomo sulla Luna non può farne a meno. Sono passati 50 anni dal giorno (la notte in Italia) in cui la storia dell’umanità cambiò. Per la prima volta l’uomo metteva piede su una superficie non terrestre, e tutto venne racchiuso in una delle frasi più celebri della storia: un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità.

Neil Amstromg diventò uno degli uomini più famosi della storia, al pari di Leonardo Da Vinci e Michelangelo, e l’uomo iniziò la sua vera corsa allo spazio.

Il libro Moon sull’allunaggio

Moon celebra i cinquanta anni da quel fantastico giorno in cui l’uomo mise piede sulla Luna con undici storie, perché se ogni abitante potesse scrivere un libro, racconterebbe il suo giorno in cui Amstrong pronunciò la famosa frase.

Undici autori per un unico evento che il 20 luglio 1969 cambiò la vita di tutti. E chi non era nato, può raccontarla attraverso l’archivio Rai, con la famosa esclamazione di Tito Stagno, “ha toccato il suolo lunare”, anche se Ruggero Orlando, l’inviato a Houston, smentiva.

Undici storie diverse, undici generi diversi, per raccontare la propria Luna, con l’amore, con la fantascienza, con la saggistica e perché no, anche con il complottismo, che ha fatto dell’allunaggio uno dei suoi generi più prolifici.

Tutti con il loro pezzetto di Luna, con il loro racconto, a volte ironico, a volte drammatico, ma sempre vero, per raccontare quel giorno, in cui il mondo doveva girare lo stesso, lavorare lo stesso, amare lo stesso, e non poteva fermarsi a guardare all’insù per ammirare quella palla bianca che stava per essere conquistata, dopo millenni di sogni.

La diretta televisiva in bianco e nero è il punto di partenza di Moon, delle storie che racconta, degli uomini, che sulla Terra affrontavano la loro vita personale, i loro fallimenti e i loro successi, mentre un uomo solo piantava una bandiera per tutti.

Storie che c’entrano poco con Amstrong, ma che erano concomitanti. Tanti amori finivano nello stesso istante in cui l’astronauta più famoso di tutti scendeva la scaletta, tanti ne nascevano. Alcuni morivano e altri nascevano.

Tutto questo è Moon, scritto da Divier Nelli, Leonardo Gori, Giulio Leoni, Mariano Sabatini e altri sette autori, conosciuti ed esordienti.

Arti Marziali: quali libri leggere per controllare il corpo e la mente

Praticare un’arte marziale è molto più di uno sport: è uno stile di vita che allena il corpo e la mente a sviluppare disciplina, potenza e controllo. In poche parole, è un percorso di autoconsapevolezza che unisce esercizio fisico e meditazione per raggiungere uno scopo ambizioso: l’auto elevazione. Spesso, chi si avvicina alle arti marziali è contagiato dal fascino di figure leggendarie, come i maestri del karate di Okinawa. Meno noto è l’aspetto spirituale connesso alla pratica.

Le arti marziali sono riservate solo a chi ha un fisico d’acciaio e doti di potenza e velocità straordinarie? Chi la pensa così è decisamente fuori strada. Oltre ad essere una via d’accesso privilegiata all’arte della meditazione, infatti, le arti marziali vantano anche aspetti curativi e offrono numerosi benefici a chi vuole intraprendere il percorso dell’autoguarigione.

Qi Gong e Tai Chi: il potere dell’auto guarigione

Lo sapevi, ad esempio, che il Qi Gong è efficace per la cura del mal di schiena? Questa interessante disciplina, legata alla medicina tradizionale cinese, si prefigge come scopo lo sviluppo del Qi, l’energia interna del corpo umano. Chi si avvicina a questa pratica lo fa anche per beneficiare del suo potenziale curativo: ovvero, della sua efficacia nel contrasto alle lombalgie, per rafforzare le articolazioni e combattere o prevenire i problemi di schiena che affliggono la maggior parte delle persone.

Un’altra disciplina dai noti poteri curativi è il Tai iì Quan in cu convivono pratica, teoria ed esperienza interiore. Oltre ad addestrare il corpo, questa antichissima pratica aiuta a sviluppare il controllo della mente attraverso la meditazione. I manuali dedicati consentono di avvicinarsi al Tai iì Quan e di approfondire particolari aspetti, legati, a seconda dei casi, alla Forma Lunga, composta da 108 movimenti, e alla Forma Breve che ne sintetizza le virtù terapeutiche, semplificando il processo di apprendimento e la memorizzazione dei singoli movimenti.

Sviluppare il controllo: questione di disciplina

Le arti marziali aiutano a rafforzare il corpo e a controllare la mente: oltre a padroneggiare i colpi, infatti, il vero guerriero è in grado di sfuggire agli avversari, grazie alla meditazione e alla perfetta padronanza della respirazione e dei gesti. Tra le doti del guerriero c’è la capacità di sintonizzarsi con la mente altrui, intuendo le intenzioni e prevenendo i movimenti dell’avversario. La mente, infatti, viene prima dei muscoli: come insegnano il judo e altre discipline, le arti marziali non sono che una via per utilizzare al meglio la propria energia fisica e mentale. 

Per raggiungere questo livello di controllo, naturalmente, è necessaria molta disciplina e una pratica costante. Comprendere la filosofia legata alle arti marziali è un presupposto fondamentale per sviluppare la motivazione e l’atteggiamento necessario per intraprendere un percorso di miglioramento graduale.

Sei affascinato dalle arti marziali ma sei indeciso su quale disciplina intraprendere? Clicca qui per avere una panoramica completa delle varie discipline: che tu voglia migliorare il benessere psicofisico o diventare un guerriero invincibile, il libro giusto ti offrirà gli spunti utili per cominciare l’apprendimento. Sposando aspetti pratici e teorici, i manuali dedicati spiegano come imparare gli esercizi più semplici, adottando un approccio mirato in base ai propri obiettivi.

Maria Sole Sanasi d’Arpe: la verità di Priore e Cutonilli nel libro ‘I segreti di Bologna’

Maria Sole Sanasi d’Arpe, in un articolo pubblicato su Il Foglio, ci parla del libro “I segreti di Bologna”, uscito nel 2016 per Chiarelettere.

Dopo interminabili indagini giudiziarie e rinnovate ipotesi storiografiche, Valerio Cutonilli e Rosario Priore iniziano una loro personale inchiesta sulla strage alla stazione ferroviaria di Bologna avvenuta il 2 Agosto 1980.

A conclusione del lavoro di ricostruzione, Priore e Cutonilli arrivano ad una tesi diversa da quella che è stata sostenuta per anni e la racchiudono nel libro “I segreti di Bologna”.

Maria Sole Sanasi d’Arpe a proposito del contenuto del libro scrive: “Quel giorno l’attentato alla stazione ferroviaria di Bologna ha provocato ottantacinque morti e duecento feriti in seguito all’esplosione di una bomba di ventitré chilogrammi. La totale astrazione concettuale del principio di verità, sostituita fattualmente dall’analisi del tempo e degli avvenimenti, ovvero, nel caso specifico, da indagini che nel trascorrere del tempo si sono rincorse sempre uguali, ammantate di schemi e modelli della società: i soliti colpevoli del sistema di quell’epoca”.

Per Rosario Priore sollevare il velo sulla strage di Bologna è un “dovere soprattutto per chi, come me, ha indagato a lungo sulle vicende più torbide della storia dell’Italia repubblicana e conosce bene i limiti della verità giudiziaria”.

“È arrivato il momento – scrive Priore nel libro – di spiegare cose che ancora rimangono in sospeso. E per farlo, per tessere il filo sottile ma tenace che collega questo eccidio al contesto nazionale e internazionale dell’epoca, è di vitale importanza che il lettore tenga a mente alcune date e luoghi che spesso torneranno in questo libro”.

Sanasi scrive: “quella di Priore, magistrato che ha indagato su alcuni grandi casi italiani (da Ustica al caso Moro) e Cutonilli, avvocato civilista e portavoce da anni di un comitato per l’estraneità dei Nuclei armati rivoluzionari alla strage, è una contestazione; una voce che si oppone alla condanna definitiva dei Nar Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Il tutto sezionando i fatti, elementi della verità processuale, per costruirne e affermarne un’altra. Per affermare la possibilità di legare l’esplosione dell’ordigno a un patto non scritto e violato nel settembre del 1979 con l’arresto di Abu Anzeh Saleh a Bologna, esponente del Fplp (Fronte popolare per la liberazione della Palestina): il cosiddetto lodo Moro, un presunto accordo secondo cui gli arabi potevano trasportare armi in Italia in cambio dell’immunità del nostro paese dagli attentati”.

All’inizio degli anni Settanta il governo italiano aveva stipulato un’intesa segreta con le organizzazioni della resistenza palestinese – il cosiddetto «lodo Moro» – che consentiva a queste ultime di trasportare armi nel nostro territorio in cambio dell’impegno a non compiere attentati.

Il patto viene violato nel novembre del 1979 con l’arresto, a Bologna, di Abu Anzeh Saleh, esponente dell’Fplp coinvolto nel traffico dei missili terra-aria Strela scoperto dai carabinieri a Ortona nei giorni precedenti.

Il libro comincia proprio da questo evento, frutto della situazione tesa tra Usa e Urss, negli anni della Guerra fredda, che non risparmia l’Italia e, seguendo l’iter di quelle armi, svela l’intrigo internazionale allora in atto.

Nell’articolo di Sanasi leggiamo: “Una prova concreta dell’avvenuta intesa tra Italia e palestinesi emerge nella notte del 9 gennaio 1982, quando a Roma viene arrestato il leader brigatista Giovanni Senzani: un suo appunto riassume i contenuti di un colloquio a Parigi con il capo dei servizi segreti dell’Olp, Abu Ayad. C’è scritto che l’Urss, in contatto con i terroristi rossi e celata regista degli attentati in Europa tra il ’73 e il ‘77, ha voluto opporsi alla politica dei paesi europei in Medio Oriente”.

Il libro è diviso in due parti: una prima in cui vengono illustrati la genesi del lodo Moro tra l’Italia e i palestinesi e il ribollente contesto geopolitico internazionale prima della strage; e una seconda che ha per punto focale la strage con le relative indagini e le eclatanti scoperte.

Rosario Priore è stato uno dei magistrati più impegnati a ricercare la verità sul terrorismo in Italia, soprattutto nelle sue matrici internazionali. Molte le inchieste da lui condotte: Ustica, Moro, l’attentato a papa Giovanni Paolo II, le stragi di stampo mediorientale. Ha fatto parte di commissioni internazionali sul terrorismo e la criminalità organizzata.

L’avvocato romano Valerio Cutonilli, da anni impegnato a studiare la strage di Bologna, tanto da aver già scritto un libro nel 2007 “Strage all’Italiana”.