Con cura di Atul Gawande

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Il saggio ”Con cura. Diario di un medico deciso a fare meglio” sta a dimostrare come il lavoro di un medico sia soprattutto una missione. La missione di prendersi cura della nostra salute ”con cura”, appunto. Perché dalla sua vigilanza, dalla sua capacità di interpretare a priori le cause di un male che può condurre alla morte se non diagnosticato in tempo dipendono la nostra salute e la nostra vita. Non solo missione, dunque, ma addirittura chiaroveggenza viene richiesta al medico: un compito durissimo che non scoraggia tuttavia chi sceglie questo lavoro come scopo della sua vita.

Il medico è, infatti, colui che, nel quotidiano o nell’emergenza, con pochi mezzi in un angolo sperduto del mondo o in una grande struttura sanitaria con le nuove tecnologie applicate alla medicina, si prende cura della nostra fragilità e diventa il protagonista della nostra vita, della vitadi tutti, di tante storie. Quante ne può raccontare il medico di storie che hanno attraversato la sua vita lasciando ognuno un’impronta della sua vita e un pezzo di esperienza in più per ogni paziente seguito con cura.

Il medico ha da gestire sempre, in ogni momento della sua giornata, due ”cose”: la sua esperienza e la nostra salute, anzi la nostra vita. E ogni volta, con ognuno, deve ricominciare da capo. In questo saggio Atul Gawande racconta un universo di storie e di personaggi e in ognuno di loro riconosce pezzi di quel gran mosaico di sapere che è la sua personale esperienza, ma anche l’amara esperienza dei tanti pazienti che in questo saggio possono ritrovarsi e rendersi conto di essere dei fortunati.

In questo saggio Atul Gawande racconta con calore un episodio molto significativo di quella vigilanza che di un medico fa un salvatore. Una fragile donna di settant’anni viene ricoverata perché ”non si sente troppo bene”. Si prendono cura di lei un grande chirurgo e un giovane assistente. Il giovane medico presto dimentica l’anziana sofferente. Ma il grande chirurgo torna a visitarla più volte in un giorno, malgrado gli impegni e i sette piani di scale che dividono il suo studio dalla stanza della donna, Così capisce la malattia banale ma insidiosa che sta per ucciderla. E la salva, con cura.

Con questo semplice esempio l’autore vuol dimostrare che anche con un gesto banale un medico può salvare molte vite. E anche l’impegno a fare tutto meglio e con cura significa molto in medicina. E poi anche la voglia di fare la cosa giusta. E subito, prima che sia troppo tardi, prima che per colpa sua una vita si spenga senza aver avuto l’opportunità di un tentativo per essere salvata.

Un saggio che parla della nostra salute, dei nostri corpi, semplicemente delle nostre vite e offre un’opportunità di riflessione su ciò che può essere fatto fin da subito. Con cura.

L’AUTORE
Atul Gawande,
medico chirurgo di origine indiana, esercita al Brigham and Women’s Hospital di Boston, è Assistant Professor alla Harvard Medical School e fra i MacArthur Fellow 2006. Scrive sul «New Yorker» e in Italia su «Internazionale». Il suo primo libro “Salvo Complicazioni” (Fusi Orari 2005) è stato finalista del 2002 National Book Award. Presso Einaudi ha pubblicato “Con cura. Diario di un medico deciso a fare meglio” (2008).

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