Il bambino che voleva vedere l’alba di Manuel Malavenda

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”Il bambino che voleva vedere l’alba” racconta il viaggio di Mathieu e del suo piccolo amico in cerca di pace in una terra magica.
La vicenda inizia in un giorno molto triste per Mathieu, un bambino che un giorno, svegliandosi, cerca la sua mamma ma la trova morta. Crede dapprima che dorma, si accorge poi subito che invece è già morta. Il bambino rimasto solo ne è sconvolto e così con il suo piccolo amico si allontana da casa e si mette in viaggio per cercare la pace in una terra magica che esiste solo nella sua fantasia. Inizia per lui una serie di giornate buie, ore buie anche in pieno giorno, perché in lui c’è solo dolore e solitudine, incertezza nel presente e terrore per il futuro.

E in una terra lontana dalla sua casa incontra vari personaggi sconosciuti dai quali però ha sempre qualcosa da imparare: un cantastorie magico, una bella fanciulla che gli insegna il valore delle parole, una sirena che con il canto del mare riesce a fargli capire che nella vita è importante inseguire sempre i propri sogni, un conte ormai cieco e incapace di essere se stesso e mostrasi per quello che è.
Incontra infine lo spirito di un’anziana signora che gli fa capire una cosa molto importante nella vita: migliorarsi sempre, ma non dimenticando mai, in ogni momento della vita, il proprio passato. Attraverso varie esperienze, Mathieu riesce a superare il dolore e ad affrontare le difficoltà per vedere l’alba rosea dopo la notte buia, per arrivare alla felicità dopo molta sofferenza.
Nel suo lungo viaggio Mathieu va alla ricerca della sua stessa identità e del suo nome e alla fine, attraverso l’amicizia, riesce a guarire la sua anima ferita.
È una storia che insegna che crescere senza certezze, solo attraverso il dolore e le difficoltà, è faticoso, ma alla fine si matura e si capisce il perché delle cose e degli eventi.
”L’unica certezza che avevo era il passato già affrontato, la strada già percorsa, ma il futuro mi metteva una tale paura senza l’aiuto di qualcuno con cui affrontarlo… Non riuscivo a piangere, ero semplicemente di pietra. Fermo in mezzo a tutte quelle cose che mi apparivano improvvisamente sconosciute e paurose”.
È solo un pezzo della storia, che vale la pena leggere tutta: ne scaturisce una serie di insegnamenti sulla vita e sul modo di viverla quotidianamente pur senza avere nessuna certezza e con il terrore di un futuro ancora più buio. Ma dopo il buio della notte torna sempre la luminosa luce dell’alba: e questa è una certezza che nessuno ci può togliere.

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