Il predicatore di Camilla Läckberg

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La vicenda si svolge in una piccola comunità di pescatori di Fjällbacka, un delizioso paesino sulla costa occidentale della Svezia invasa dai turisti durante la bella stagione.

In questo paesino tranquillo un giorno un bambino fa un’agghiacciante scoperta: il corpo di una giovane donna, nuda e ormai senza vita. Richiamato d’urgenza in servizio, Patrik Hedström, futuro padre e compagno di Erica Falck, si reca sul luogo del ritrovamento e con grande sorpresa scopre che oltre al cadavere ci sono delle ossa e due teschi, forse i resti di due scheletri appartenenti a due donne date per disperse vent’anni prima: Siv Lantin e Mona Thernblad, due ragazze quasi ventenni, svanite nel nulla nell’estate del 1979.

All’epoca l’unico indiziato era Johannes Hult, denunciato dal suo stesso fratello Gabriel Hult, il quale affermava di aver visto Johannes con Siv Lantin la notte in cui lei sparì. Senza prove Johannes fu rilasciato, ma poco tempo dopo si suicidò. Patrik Hedström, quindi, ha solo che questa debole traccia per indagare sulla famiglia Hult, erede di Ephraim Hult famoso predicatore non conformista e proprietario della tenuta più fiorente della zona. Non è certamente facile far emergere la verità dagli intrighi familiari, ma Patrik Hedström ha l’aiuto di sua moglie e riesce a districarsi fra le maglie di una faida familiare che, sola, può giustificare la denuncia di un uomo contro il proprio fratello come sospetto di un omicidio.

Il predicatore non è solo la classica indagine poliziesca, ma è anche un’approfondita analisi della società svedese contemporanea.

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