“Il grande cane nella città fantasma” di Francesca Capelli – Brunella Baldi

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Tra le macerie dell’Aquila, distrutta dal terremoto, un cane grigio aspetta il ritorno dei padroni. Il cane non sa che non torneranno, ma lui pazientemente aspetta.

È triste e mogio, ma rimane sempre lì, di fronte alla casa distrutta della sua famiglia, nella città fantasma. Ma dopo qualche giorno inizia anche per lui una nuova vita: viene adottato da altri bambini, dagli abitanti di un’altra casa che però ha le ruote, quindi è forse una casa abitata da una famiglia Rom. Nasce così un’amicizia vera che riesce a curare il dolore per la perdita dei suoi padroni. Quando i Rom partono lui rimane indeciso e pensieroso, ma alla fine salta sulla casa mobile e parte con la sua nuova famiglia.

Questo bel libro per bambini è uscito proprio nei giorni del secondo anniversario del terremoto all’Aquila: il protagonista è un cane e, naturalmente, la storia si svolge in Abruzzo al tempo del sisma.

Un evento drammatico raccontato ai bambini con fantasia, realismo e un pizzico di poesia. Ed ha pure un significato importante: la fedeltà e l’amicizia sono cose bellissime, ma è anche bello guarire dal dolore e ricominciare a vivere. Questo vale non solo per il cane, ma per tutti noi. È un bellissimo messaggio ai bambini che avranno la fortuna di leggerlo.

Francesca Capelli è nata a Bologna nel 1969. È laureata in Scienze politiche ed è giornalista professionista, specializzata in temi scientifici. Dopo molti anni di lavoro in redazione (Reuter’s, Grazia, L’Unità, Newton), ha scelto la libera professione e ha iniziato l’attività di autrice per ragazzi, con libri di narrativa ed educational (su argomenti di educazione ambientale, alimentazione, cittadinanza…). Il suo primo libro, La macchina uomo (Dami), è stato pubblicato nel 1998. Nel 2001 ha fondato Ragazzinet.it. Lavora anche come traduttrice, sempre nel settore della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza. Ha tradotto, tra l’altro, il secondo e il terzo volume della trilogia di Tata Matilda (San Paolo). Appena può, viaggia (soprattutto in America Latina) e ha fatto parte di delegazioni di osservatori per i diritti umani in vari paesi.

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