Società e Solitudine di Ralph Waldo Emerson

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Società e Solitudine di Ralph Waldo Emerson

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Sono saggi che permettono di cogliere il delicato equilibrio che Emerson stabilisce tra istanze sociali e fiducia in se stessi. Lo spirito moderno sta dal lato dell’individuo, che riassume in sé il mondo. Tuttavia, volgendosi a guardare le grandi utopie di prosperità sociale della generazione precedente, Emerson mostra benevolenza verso quei progetti generosi, mettendo solo in guardia da eccessi comunitari.

L’uomo di “carattere” mira all’autosufficienza, eppure su questo fondamento si apre la possibilità di una gioiosa interazione con le persone e di autentici rapporti amicali.

Ciò che si dona è qui il proprio stesso essere, l’unico dono che non umilia il beneficato. Le personalità geniali avvertono un bisogno di isolamento, ma questo, da solo, può attestare una certa incapacità di vivere rapporti di vicinanza.

Per non perdere la simpatia un uomo quindi deve essere “avvolto dalla società”, pur dovendosi guardare dalla volgarità di conversazioni inconsistenti in cui non metta in gioco se stesso. Lo sfondo metafisico di questi precetti di saggezza è l’idea neoplatonica di una “superanima” in cui l’essere particolare di ogni uomo è contenuto e reso tutt’uno con gli altri.

L’AUTORE
Ralph Waldo Emerson (Boston, 25 maggio 1803 – Concord, 27 aprile 1882) è stato uno scrittore, saggista e filosofo statunitense. È stato anche un noto poeta. Oggi il critico letterario Harold Bloom lo considera “la figura centrale nella cultura americana”, e il filosofo di Harvard Stanley Cavell lo ritiene uno dei filosofi americani più sottovalutati in assoluto.

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