Pandemie d’Italia: il costo sociale delle epidemie di Guido Alfani e Alessia Melegaro

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Pandemie dItalia il costo sociale delle epidemiePandemie d’Italia: il costo sociale delle epidemie di Guido Alfani e Alessia Melegaro

Dalla peste nera all’Aids, passando per influenza suina: Alfani e Melegaro, autori di Pandemie d’Italia ne ricostruiscono il significato economico e demografico

Dalla peste nera all’influenza suina la storia dell’umanità è un susseguirsi di pandemie le cui conseguenze non sono calcolabili solo con il numero dei morti. Nuovi e modificati comportamenti umani, innovazioni istituzionali e progressi nelle conoscenze mediche fanno sempre seguito alla pandemia e concorrono a determinare le modalità specifiche con cui la specie umana reagisce a un mutamento dell’ambiente biologico. E così, guidando il lettore in uno speciale tour a tappe tra le grandi epidemie che hanno colpito l’Italia negli ultimi sette secoli (peste, colera, sifilide, influenza spagnola e Aids), senza dimenticare le crisi più recenti causate dalla sars e dall’influenza aviaria e suina, Guido Alfani e Alessia Melegaro, autori di Pandemie d’Italia. Dalla peste nera all’influenza suina: l’impatto sulla società, si soffermano sul loro significato sociale, economico e demografico. La prima costante che i due ricercatori della Bocconi hanno riscontrato, osservando le diverse pandemie, è “che si tratti di un grande o di un piccolo rischio la psicosi da contagio è sempre in agguato” e i comportamenti più evidenti sono “la tendenza a incolpare della pandemia gruppi specifici, trattati alla stregua di untori volontari o inconsapevoli, (…) e la diffidenza nei confronti dei governi e delle istituzioni che, quando non riescono a intervenire rapidamente e in modo efficace, vengono accusati di favorire attivamente il contagio”.

Psicosi da contagio che spesso ha anche la conseguenza di distrarre, soprattutto i cittadini, da rischi più importanti. Così, in quella che ormai viene considerata l’età dell’influenza, la popolazione italiana, troppo spaventata dalla “suina” (260 i decessi confermati dal 2009), e prima dalla Sars (in Italia 3 casi ma nessuna vittima) e dall’aviaria (nessun caso accertato nel Bel paese), ha notevolmente abbassato la soglia dell’attenzione per l’Aids, la principale pandemia dei nostri giorni che in Italia ha causato 40mila decessi.

“La reazione del genere umano alle crisi pandemiche, però”, scrivono Alfani e Melegaro, “non si riduce ai comportamenti individuali, ma riguarda anche la società nel loro complesso”. Diventa così particolarmente rilevante il ruolo e l’operato dei governi e delle massime autorità di sanità pubblica nazionali e internazionali (organismi come l’Oms e l’Ecdc), ma anche quello delle case farmaceutiche (e delle partnership tra queste e i governi) e del mondo dei media.
 
“Al momento, però”, concludono i due ricercatori, “risulta ancora carente sia la capacità delle istituzioni di monitorare il rischio e coordinare efficacemente le autorità sanitarie nazionali, sia di discutere coi governi soluzioni efficaci e promuovere standard d’intervento adeguati, sia infine di negoziare con potenti industrie farmaceutiche eventuali clausole contrattuali comuni, al fine di garantire la produzione tempestiva di farmaci ma, in prospettiva, anche di risparmiare risorse nazionali e promuovere un’allocazione efficiente delle scorte vaccinali”.

In definitiva, seguendo le tappe della storia del nostro paese Alfani e Melegaro mettono in risalto le difficoltà che singoli individui e governi hanno incontrato in situazioni di emergenza sanitaria, reali o meno che siano, e che torneranno probabilmente a presentarsi in futuro. Gli autori fanno riflettere sull’importanza di disporre di un’informazione appropriata, affidabile e tempestiva. Il loro volume intende anche essere un contributo in questa direzione.

Fonte: nannimagazine.it
Fonte copertina: Egea

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