editore guanda

La mano che teneva la mia di Maggie O’Farrell

Lexie ed Elina, due donne che inseguono i loro sogni, ognuna per strade diverse e in tempi diversi, ma che alla fine hanno un legame in comune.
Siamo nella Londra del secondo dopoguerra, dove è arrivata la giovane Lexie Sinclair dalle campagne del Devon. Sogna di diventare giornalista ed è sicura che a Londra tutti i suoi sogni potranno avverarsi. E mentre cerca di realizzare il suo sogno, conosce la Soho degli anni Cinquanta: un mondo nuovo, in pieno fermento culturale. Soho è il quartiere bohemien della Londra del secondo dopoguerra e in questo ambiente così eterogeneo Lexie trova anche l’amore: è un uomo più grande di lei ed editore famoso.

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Un doppio sospetto di Arnaldur Indridason

A Reykjavík, in un elegante appartamento poco distante dal centro, viene trovato il cadavere di un uomo di circa trent’anni.
È seminudo in una pozza di sangue, indossa una maglietta da donna ed ha è la gola tagliata di netto. Sotto il divano vicino a lui è nascosta una pashmina che ha un forte profumo di spezie. Al mistero si aggiunge un fatto strano: tra le sue cose viene trovato un flacone di rohypnol, la droga dello stupro. La scoperta crea una certa confusione e fa nascere dei dubbi sulla realtà di quanto è accaduto. Il ragazzo è la vittima o l’assassino? Possibile che sia stata una donna ad ucciderlo? E la proprietaria della pashmina dov’è finita?

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Chi non muore di Gianluca Morozzi

Protagonista di questo romanzo è una studentessa abruzzese fuori sede a Bologna.
Si chiama Angela, per gli amici Angie. Ha ventidue anni. Divide un appartamentino con quattro coinquiline con le quali però non ha un buon rapporto, anzi non vuole avere nessun rapporto con loro perché le odia. Ha invece un ottimo rapporto con Lucio, che è infatti il suo migliore amico, ma è convinta che Lucio sia gay. Ha una dote particolare: s’innamora degli uomini a prima vista. Ed ha un talento insospettabile per la meccanica, è stata la bambina-immagine di una famosa merendina e, dulcis in fundo, ha curiosità lesbiche mai verificate. Questa la fotografia di Angie.

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I luoghi più lontani di Per Petterson

Siamo in Danimarca, negli anni ’30. Protagonisti di questo romanzo una ragazza e il fratello Jasper nell’estremo Nord della penisola dello Jutland.
I due fratelli vivono in un’atmosfera opprimente, con una famiglia severa e soffocante: il padre, un falegname pieno di debiti, è affettuoso ma chiuso e severo; la madre è una donna pia che passa le sue giornate a intonare inni religiosi al pianoforte e la sera si diverte a raccontare storie di morti annegati; poi c’è il nonno rabbioso, alcolizzato e depresso che finisce per suicidarsi. Ce n’è abbastanza per spingere due giovani a cercare la libertà. Per fortuna trovano nel reciproco affetto la forza di sopportare una quotidianità al limite della sopportazione.

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Il matrimonio d’amore ha fallito? di Pascal Bruckner

Il matrimonio è in crisi, ma non solo in Occidente: aumentano i divorzi, in crescita i single, uomini e donne.
Cambiato il concetto d’amore alla base di un rapporto per sempre. E l’amore non è più per tutta la vita. Oggi non è più necessario sposarsi per vivere insieme o per avere dei figli e avere una bella famiglia. Forse è fallito anche il concetto di famiglia. Oggi non esistono più matrimoni d’interesse, come una volta, esistono solo matrimoni d’amore, magari senza neppure conoscersi a fondo per capire di essere in sintonia per iniziare un cammino insieme. Ma il matrimonio d’amore non ha più solide basi. E la famiglia non è più il pilastro della società.

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Pranzo di famiglia di Renate Dorrestein

Igor non è un ragazzo come tutti gli altri: a causa di una carenza di ossigeno durante il parto non può avere una vita normale.
La madre di Igor, forse troppo immatura per prendersi cura di un figlio che non è proprio come tutti gli altri, scompare abbandonando il piccolo che rimane con nonna Nettie. Dunque Igor è un bambino sfortunato? Lui non la pensa così. Cresce sereno, arriva a trent’anni, è consapevole di essere ”particolare” e si ritiene fortunato di esserlo. Cosa vuole di più dalla vita? Non ha neppure una malattia, di giorno monta roulotte in una cooperativa sociale, di sera al suo ritorno a casa trova le meravigliose torte della nonna, il divano con il plaid e il telecomando. E poi si ritiene ancor più fortunato di avere una nonna come Nettie, una nonna giovane, con una bella coda di cavallo nera come l’inchiostro, jeans attillati e stivaletti con i tacchi a spillo.

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L’amore, d’improvviso di Aharon Appelfeld

Siamo negli anni ’70, in Israele. Ernest Blumenfeld, un uomo anziano, sta lavorando a un nuovo libro per rivivere attraverso la scrittura il suo passato, la sua giovinezza vissuta nella storia politica del XX secolo.

E i ricordi riaffiorano. Affiliato alla Lega dei giovani comunisti a Czemowitz, sua città natale, Blumenfeld partecipa a numerose azioni contro gli ebrei, entra in seguito nell’Armata Rossa e viene inviato al fronte. Dopo il congedo, fugge in Italia e poi raggiunge Israele. Accanto a Blumenfeld ormai anziano c’è Irina, una giovane donna che lo assiste.

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Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer

Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer

A New York un ragazzino riceve dal padre un messaggio rassicurante sul cellulare: “C’è qualche problema qui nelle Torri Gemelle, ma è tutto sotto controllo”

È l’11 settembre 2001. Tra le cose del padre scomparso il ragazzo trova una busta col nome Black e una chiave: si aggrappa a questi due elementi per riallacciare il rapporto troncato e compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a colmare. Inizia un viaggio nella città alla ricerca del misterioso signor Black: un percorso difficile, ma ricco di incontri attraverso il quale riuscirà finalmente a dare una risposta all’enigmatico ritrovamento e ai propri dubbi. M sarà soprattutto l’incontro con il nonno a fargli ritrovare un mondo di affetti e a riaprirlo alla vita.

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer

Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna

Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. E non solo per affetto, ma anche per la preoccupazione di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. È la preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l’avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché “se niente importa, non c’è niente da salvare”. Il cibo per lei non è solo cibo, è “terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore”. Quando diventa padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante.

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