Le ricette dei designer 2

Le ricette dei designer 2
130 nuovi progetti in punta di forchetta

Introduzione a cura di Davide Rampello

Le mattonelle della nonna non si scordano mai, non rimangono sullo stomaco, anzi. È quello che ci ha insegnato il primo volume “Le ricette dei designer. 70 progetti in punta di forchetta”, Premio Selezione Bancarella della Cucina 2010. Ora i nostri ci riprovano e quasi raddoppiano. Nella seconda gustosa edizione sono 130 le proposte di architetti, progettisti e creativi che hanno deciso di mettersi a confronto con la più vitale delle materie: il cibo. Hanno preso i loro piatti preferiti e li hanno trasformati in vere e proprie opere d’arte commestibili, in immagini che catturano lo sguardo e in parole che portano il lettore un po’ più in profondità nei loro ricordi, nel loro modo di concepire la progettazione in senso più ampio.

Dallo street food alle ricette più elaborate, passando attraverso soluzioni improvvisate e nate per caso, Le ricette dei designer 2. 130 nuovi progetti in punta di forchetta, svela segreti, piccole tentazioni della gola dei grandi progettisti. Cucina intesa non solo come patria dei ricordi d’infanzia, odori e intingoli, ma nuovo e costante territorio di esplorazione. E quando le menti ”accendono i fornelli” il gioco diventa divertente, creativo e saporito. Il volume pubblicato da Editrice Compositori è corredato da studi, bozzetti, work art sul piatto da realizzare. Non la sola ricetta fotografata in primissimo piano e dai colori smaglianti che, forse, mai realizzerete tale e quale, ma anche disegni degni di un libro illustrato.

L’anno precedente ci avevano stupito con caprette di mare che pascolavano in cielo, crostate architettoniche, un branzino stanco del cartoccio e finalmente in frac e un ”prete” che invece di essere ”strozzato” (come vuole la tradizione romagnola) finiva sul telaio. Le prossime 130 opere d’arte-ricette? Si va dalla tradizionale e ”povera” Acquacotta maremmana di Paolo Orlandini ai Quadrucci alla Bazzanese di Emilio Nanni, alle proposte dei designer che vengono dall’estero, come Sezgin Aksu, Toshiyuky Kita e Karim Rashid.

Mix e sperimentazioni collettive: Riccardo Blumer ha coinvolto i suoi studenti nella realizzazione di formaggi dalle nuove avveniristiche forme; Alessandro Guerriero con Emirjana Bici indaga il tema del decoro attraverso abbinamenti e contrapposizioni di cibi con il piatto-provocazione Può di più il decoro che il digiuno, mentre c’è chi, come Paolo Barichella con Il Trittico alla Mantegna, rivisita una ricetta rinascimentale. Una macedonia per Roberto Paoli può tranquillamente prendere le forme newyorkesi con la Manhattan fruit salad e mentre Giulio Iacchetti ricrea architetture torinesi con la Polenta alla ”Scacabarozzi”, se Alessandro Masturzo gioca con I Cavoli a merenda, Enrico Azzimonti propone una dama a colpi di Pastìs de ceba vs quiche al Pachino. Audrey Hepburn faceva ”Colazione da Tiffany”, in gioielleria: nel secondo volume (ma anche nella vita) si potrà gustare il Rubino di anguria di Pierfrancesco Arnone, la Parure di pasta fredda di Odoardo Fioravanti o Le Patate bon bon di Roberto Giacomucci. Anche i ricordi d’infanzia sono protagonisti: il profumo di dolci evocato attraverso la Torta Tigre da Ludovica+Roberto Palomba, la venditrice di asparagi richiamata dalla Zuppa d’asparagi all’andalusa di Santiago Miranda, il profumo degli aromi appena raccolti nell’orto dalla nonna del Pollo alle erbe di Dante Donegani.

”Penso che in cucina, intesa come bottega artigiana, tutto sia design, perché tutto ciò che vi si produce è progettazione”, dichiara nell’introduzione il presidente della Triennale di Milano Davide Rampello che aggiunge: ”Mi risulta difficile trovare qualcosa di più vicino alla vita che il cibo”. E se lo metti in mano a un creativo diventa anche un’opera d’arte, molto ”vivente”.

Completano il ricettario due compendi legati al mondo dell’alta cucina. Il primo sull’arte della conservazione dei cibi dall’età della pietra ai giorni nostri, con tutte le ultime novità a cinque stelle in tema di frigoriferi, curato da Gaggenau, e il secondo tutto dedicato alle pentole, veri e propri strumenti tecnologici a servizio di cuochi provetti o occasionali firmato da Fissler.

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