Rosa conosce il mare di Ivana Sica

 Rosa conosce il mare di Ivana Sica

Quella che lega il mare agli umani sentimenti è una metafora antica quanto la poesia

Antica quanto l’amore. Quest’ultimo si fa largo nel cuore e lo modella proprio come il mare fa con le rocce salate, irrompe nella vita degli uomini con la violenza di una tempesta, si insinua in ogni fibra dell’essere come l’acqua fa nella carne. È il mare in tempesta a benedire l’amore; adultero, travolgente, consumante come la più dolce delle droghe; tra Rosa, bella, umile e casta sposa di un povero pescatore di Bellavista, e Don Francesco Signorelli, il nobile del luogo, uomo affascinante e irresistibile, noto amante delle avvenenti donne del paese le quali, dal canto loro, almeno una volta nella loro vita su di lui avevano fatto un pensierino. Ma un amore nato e consumato nella tempesta non può che travolgere, sconvolgere l’anima, come barca circondata dai flutti. Rosa non riesce a portare avanti una relazione che vive grazie al silenzio e alla complicità della notte, per questo decide di prendere con sé Irene, sua figlia, e di rifugiarsi dalla sorella Adele, che l’aveva preceduta in una fuga simile anni prima. Da Bellavista a Roma, da Roma a Piana, Rosa cerca di sfuggire ai suoi sentimenti come un animale braccato. Ma la passione non le dà tregua, la segue, la raggiunge, le divora il cuore e lei, incapace di resisterle, cederà alla stessa più volte, sino a decidere di morire in suo nome.

Il Passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio

Il Passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio

È un’estate torrida. Il tenente Giorgio Chiti – uomo introverso e perseguitato da un senso opprimente di angoscia – passa le sue notti insonni a dare la caccia a uno stupratore seriale che ossessiona la città e le forze dell’ordine
Giorgio è anche il nome di uno studente modello in giurisprudenza, figlio della borghesia barese, avviato a un destino ordinato e ordinario. Una sera però incrocia Francesco, coetaneo dalla fama non raccomandabile, baro ai tavoli da gioco, affascinante e pericoloso manipolatore. Da quel momento la sua vita cambia per sempre. Al centro di questo indimenticabile romanzo di formazione – una storia dolorosa e violenta sull’amicizia e sul tradimento – c’è il racconto del male quotidiano che alberga nell’animo cupo di Francesco, ma anche la vertiginosa narrazione del fascino che quel male esercita su Giorgio e sul suo inconsapevole desiderio di libertà dalle costrizioni di una vita banale.

Un karma pesante di Daria Bignardi

 Un karma pesante di Daria Bignardi

Eugenia da adolescente ossessionata dalla faticosa ricerca della propria identità e segnata da un dolore prematuro, diventerà una donna che sembra ottenere ciò che vuole

Ma un esaurimento e un incidente la obbligano a confrontarsi con i pezzi di sé lasciati per strada: la tredicenne affascinata dall’oscuro personaggio di uno scrittore russo; la ventenne che si ribella nel modo più pericoloso e parte per Londra in fuga dalla malattia del padre per approdare nella Milano dei profondi anni Ottanta, dove le accade per caso di scoprire il proprio talento di regista, e poi nella New York degli anni Novanta. Fino al presente, inquadrato nel rigore dei solitari Anni Zero ma riscattato dall’amore imperfetto per Pietro e per le figlie Rosa e Lucia.

Monica Bellucci

 Monica Bellucci

Introduzione di Giuseppe Tornatore

Quando Monica Bellucci posa per la foto da cui comincia questo racconto per immagini è ancora una ragazzina dalle labbra carnose, ma già si intravede colei che diventerà una star conosciuta in tutto il mondo

Sognava la fotografia, il cinema, le pagine delle riviste di moda, le grandi attrici italiane, Sophia, Gina… e poi a diciotto anni il desiderio si è avverato ed è cominciata la carriera di top model. La sua bellezza diversa da ogni altra, viva, sensuale, carnale, ha catturato l’obiettivo dei più grandi fotografi di moda che hanno fatto di lei un’icona.

Malati di Farmaci di Mauro Di Leo

 Malati di Farmaci di Mauro Di Leo

Perché l’industria farmaceutica vende farmaci dannosi, inventa malattie e specula sul cancro

– Le persone sono convinte che il loro benessere si identifichi col possesso di cose e la soddisfazione che ne ricevono non dura, tutta la loro vita sarà una rincorsa continua di un obiettivo che non raggiungeranno mai (…) si confonde il ben essere col tanto avere, il tanto avere produce mal essere.

– A questo mal essere generale la crescita della produzione di merci aggiunge un malessere specifico in due ambiti strettamente legati tra loro: l’alimentazione e la salute umana. (…) per riuscire a vendere le quantità crescenti di cibo le grandi aziende del settore hanno indotto una crescita dei consumi superiore al fabbisogno fisiologico, da cui sono derivati una serie di gravi problemi alla salute: dalla diffusione dell’obesità, al diabete, alle malattie cardiovascolari. Il tanto avere si è trasformato in mal essere.

Alda Merini: la stagione del tormento di Mark Dennison

 Alda Merini: la stagione del tormento di Mark Dennison

Non è facile dare un giudizio sulla poesia del nostro tempo: una valutazione equilibrata e serena necessita della prospettiva della distanza

Si sente, ad esempio, ripetere che nei tempi che viviamo la poesia è morta e che il progresso vertiginoso della scienza ha contribuito al suo definitivo tramonto. Ma chi ha assegnato alla sola ragione il supremo potere di scoprire la verità? Sono passate da tempo le esaltazioni illuministiche, positivistiche e storico materialistiche che assegnavano alla ragione tale potere; l’uomo moderno sa bene che, pur essendo essa un mezzo meraviglioso che ha consentito all’uomo di raggiungere traguardi impensabili, è pur sempre un povero tramite per scoprire la verità universale. Perciò il lettore che si accosti per la prima volta ad Alda Merini probabilmente sarà colpito dalla caratteristica sensualità poetica della forma. Poesia unicamente come compimento di se stessa, poesia come risposta alla propria fragilità: questa la chiave interpretativa delle variazioni metriche della Merini, del suo mondo carnale e naturalistico, delle immagini ricche di sensazioni, di metafore, d’implicazioni concettuali sull’avventura umana. Versi divisi fra flussi di coscienza e un tracciato romantico, disillusi dal reale e basati su inconfessabili moti dell’anima. La Merini vive il tempo del proprio amore inteso anche come maniera d’intuizione del circostante e quindi con inflessioni letterarie che trasfigurano in accensioni quasi cromatiche la costante inquietudine di questa sua pur sofferta gratificazione.