Sui social network, in particolare TikTok, sta spopolando un nuovo trend legato al benessere culturale: i reading retreats (ritiri di lettura). Attraverso video brevi e silenziosi, gli utenti raccontano un’esperienza fatta di pile di libri, telefoni spenti e paesaggi naturali. Non si tratta di vacanze esotiche tradizionali, ma di pause organizzate dove l’unica protagonista è la lettura.

Spazio su TikTok ai ritiri di lettura: il significato del trend
Nato e consolidatosi nel mondo anglosassone (Stati Uniti e Regno Unito), il fenomeno si è rapidamente internazionalizzato. Le destinazioni predilette sono spesso località calde ossia borghi storici, isole o campagne silenziose che offrono lo sfondo ideale per riuscire in questo modo ad avere il tempo dalla propria parte.
L’obiettivo non è una fuga spirituale, ma un ritorno alla concentrazione in un mondo iper-connesso, riscoprendo il piacere di immergersi in una storia senza l’assillo delle incombenze quotidiane. In Italia, il format si è adattato assumendo anche la forma di book retreat. Mentre i modelli esteri prevedono spesso soggiorni lunghi, nel contesto italiano si preferiscono appuntamenti più brevi, di uno o due giorni.
Queste iniziative sono frequentemente promosse da librerie indipendenti, associazioni culturali o singoli autori, rendendo l’esperienza più accessibile in termini di costi e tempo. La formula dei ritiri segue uno schema preciso che garantisce l’equilibrio tra privacy e condivisione. Si parte con gruppi ridotti, in questo modo si preserva l’atmosfera di intimità e silenzio.
Un aspetto da non sottovalutare riguarda la location, si punta insomma su residenze storiche, pinete o piccoli centri lontani dal turismo di massa. Infine deve esserci un’alternanza delle attività, ossia i momenti di lettura individuale si alternano a pasti condivisi e, nel caso dei book retreat, a laboratori di scrittura o discussioni guidate. Il pubblico è prevalentemente femminile e abbraccia diverse generazioni, dai vent’anni in su.
Ciò che attrae i partecipanti è la possibilità di vivere una socialità discreta: si sta insieme leggendo o mangiando allo stesso tavolo, ma senza l’obbligo di esposizione personale o programmi centrati sul racconto di sé. Parliamo quindi di una vera e propria nuova forma di turismo culturale. L’elemento distintivo resta la dimensione comunitaria del silenzio: leggere accanto ad altri, pur restando immersi nel proprio mondo interiore.
Paradossalmente, proprio i social network, spesso accusati di frammentare l’attenzione, sono diventati il veicolo principale per promuovere questo immaginario di lentezza e cura dei dettagli. Tra soggiorni internazionali e iniziative locali, i reading retreats si confermano come una delle frontiere più interessanti del turismo esperienziale, mettendo il libro al centro di un nuovo modo di viaggiare e stare insieme.