Case di Carta di Riccardo De Benedetti

di Blogger 2

1Case di Carta di Riccardo De Benedetti1Comprare una casa: niente di più facile, basta avere i soldi. Quelli che servono, spesso tanti. Ma non è proprio così. Soprattutto se l’impresa costruttrice fallisce

Questo libro racconta l’odissea di molti italiani “traditi” dal sistema che lega imprese e banche nel mercato immobiliare e come, dalla decisione di alcuni di porre fine a un gioco delle parti che era quantomeno scandaloso, sia potuta venire una trasformazione dell’ordinamento legislativo in materia con la Legge 210/2004, che ora garantisce i soldi dell’acquirente. Qui si racconta come si è arrivati all’approvazione di questa norma, dei suoi protagonisti e dei drammi provocati in centinaia di famiglie italiane incolpevoli. Dal 1942 in Italia la procedura fallimentare individua un capro espiatorio: l’acquirente.

Il fallimento, infatti, non comporta alcun rischio per gli istituti di credito che hanno finanziato, spesso senza criteri, l’impresa. I soldi che l’acquirente ha versato prima di entrare in possesso della casa, invece, si perdono nel processo di dissoluzione dell’impresa. Spariscono nel nulla, inghiottiti in un vortice buio, nel quale si aggirano figure inquietanti eppure a noi tanto indispensabili: palazzinari, banche, notai, avvocati, dottori commercialisti, curatori fallimentari, advisor, società di recupero crediti, crediti fondiari.

Come dice Mandeville dell’alveare scontento nel quale i furfanti diventano onesti, ”sembrerebbe illecito che senza un bel processo uno sapesse con esattezza quel che gli appartiene”.

Commenti (2)

  1. E avanti con…”Vent’anni dopo”…Coraggio, Riccardo De Benedetti, ce n’è ancora tanto da aggiungere. Le case di carta esistono ancora, opportunamente rivedute e corrette e adeguate ai tempi…Anna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>