L’albero dei mille anni di Pietro Calabrese

Un libro molto commovente, scritto con una lucidità impensabile e ammirevole nella drammaticità del doloroso momento vissuto e purtroppo non superato.
”L’Albero dei mille anni” è il racconto del coraggioso cammino di un uomo, giorno per giorno, dopo la notizia improvvisa di ”essere entrato nel mondo del cancro” con una diagnosi irreversibile. ”L’Albero dei mille anni” è la storia di Pietro Calabrese, iniziata con due sole, terribili parole: ”addensamento polmonare”. Due sole parole e la vita cambia, e il cammino iniziato verso altri traguardi viene dirottata improvvisamente verso la fine.

L’inizio della fine comincia il 19 maggio 2009. L’inizio di un viaggio affrontato fra lo sconforto e la speranza, fra la brutalità delle cure e le sofferenze di un corpo devastato e irriconoscibile. È lo stesso Pietro Calabrese che racconta la sua battaglia contro ”il nemico”.
“Le parole fanno più male delle pietre. Due parole, il 19 maggio 2009, hanno cambiato per sempre la vita al mio amico Gino: addensamento polmonare. Due parole ed è entrato di diritto nella costellazione del cancro.” Così Pietro Calabrese ha annunciato ai lettori la sua malattia, senza svelare che Gino è lui.
Eppure, a un certo punto, quel cammino attraverso la sofferenza diventa un cammino di crescita e di consapevolezza nuova. È bastata una chiacchierata con un amico sotto un baobab africano, il monumentale albero dei mille anni.
L’AUTORE
Pietro Calabrese
è nato a Roma l’8 maggio 1944, inizia la sua carriera all’Ansa, prima all’estero, poi alla redazione di Parigi, dove torna in seguito come corrispondente per il “Messaggero”. Per il quotidiano romano lavora anche a Bruxelles e poi come responsabile delle pagine culturali per lasciarlo quando diventa responsabile delle pagine cultura e spettacoli dell’Espresso.
Nel gennaio 1996 assume la carica di presidente del Comitato promotore delle Olimpiadi del 2004 e in questa veste è anche consulente dell’ allora sindaco di Roma, Francesco Rutelli. Nel giugno ’96 assume la direzione del “Messaggero”, per poi passare in Rai nel 1999 e alla direzione di “Capital” nel 2001.
L’anno successivo passa alla direzione della “Gazzetta”, succedendo allo storico direttore Candido Cannavò. Dopo due anni alla “rosea” dirige “Panorama” fino al 2007.
Infine la malattia. È lo stesso Calabrese a parlarne in una serie di articoli per il “Magazine” del “Corriere della Sera” nei quali racconta la sua difficile battaglia come fosse quella del suo “amico Gino”. E la stessa malattia che commuove i lettori, la racconta in questo libro, uscito postumo, il 29 settembre. Pietro Calabrese muore il 12 settembre 2010 a 66 anni.

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