L’ultimo uomo buono di A. J. Kazinski

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In tutta l’Europa si va verificando una strana serie di omicidi inspiegabili, che viene segnalata da un poliziotto di Venezia, tramite Interpol.

Qualcuno sta uccidendo una dopo l’altra alcune persone che hanno in comune una cosa sola: fare del bene al prossimo. Quindi, tutte persone buone, stimate, amate, dedite agli altri. E tutte le vittime hanno strani segni sulla schiena, che non sono tatuaggi ma nemmeno ferite. Una specie di progetto dietro tutti questi omicidi.

Difficile fare un collegamento, ma non è da sottovalutare il comune impegno di queste persone nelle opere di bene. Però un funzionario di polizia italiano, Tommaso Di Barbara, è convinto che un collegamento ci sia e vuole approfondire. Durante le sue indagini arriva a Copenaghen, dove incontra Niels Bentzon, un poliziotto diverso dagli altri, un negoziatore della polizia danese, che con metodi non convenzionali riesce e risolvere situazioni con ostaggi in fin di vita. Un personaggio preso in giro dai suoi colleghi perché Niels non crede alle armi, e in vent’anni di polizia non ha mai sparato.

Poco stimato dai suoi superiori per i quali è un uomo scomodo, per cui gli assegnano un caso in apparenza banale e poco importante. Ma banale non è. Infatti Niels si trova di fronte a un compito quasi impossibile per un poliziotto abituato a dare la caccia ai “cattivi”: deve e come trovare l’ultimo uomo buono e impedire che venga ucciso. E se dietro tutti questi omicidi c’è un preciso progetto? Forse c’è un killer che agisce secondo un ordine prestabilito e calcola la sequenza degli omicidi? Ma dove e chi sarà il prossimo?

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