L’esca di José Carlos Somoza

Le vittime preferite di un killer spietato sono donne, in prevalenza prostitute e straniere. Le uccide e le fa a pezzi, dopo averle brutalmente torturate. Lo chiamano ”Lo Spettatore”

La polizia di Madrid, per catturarlo, addestra ”un’esca”, Diana Blanco: a soli venticinque anni è la migliore, la più preparata, l’unica che possa fermarlo. E inoltra Diana Blanco ha un motivo personale contro lo spietato killer: ha scoperto, infatti, che sua sorella Vera è il prossimo obiettivo dello Spettatore e allora decide di fare da ”esca” e giocarsi il tutto per tutto. Arriva al mostro dopo un’estenuante corsa contro il tempo, in un terrificante susseguirsi di sospetti e colpi di scena. Un’esperienza ai limiti della follia con un finale esplosivo.

Forse è il caso di spiegare perché la polizia si serve di ”un’esca” per catturare l’assassino. È un nuovo metodo che si basa sulla teoria dello psinoma, una sorta di codice genetico che identifica la personalità di un individuo attraverso il suo desiderio e il modo di soddisfarlo. Le esche infatti si esercitano in veri e propri teatri, dove mettono in scena gli atteggiamenti, i gesti e i comportamenti indispensabili per agganciare gli assassini. Ma lo Spettatore sembra sfuggire a qualsiasi profilo psicologico, manifestando addirittura personalità diverse e sfuggendo così a ogni tentativo di classificazione.

José Carlos Somoza (1959), spagnolo, è autore di racconti, romanzi, opere teatrali e radiofoniche. I suoi libri sono stati tradotti in più di trenta lingue e di alcuni di essi si stanno realizzando degli adattamenti cinematografici. E’ considerato uno dei maggiori innovatori del romanzo giallo in lingua spagnola. Vive a Madrid con la moglie e i due figli.

Un commento su “L’esca di José Carlos Somoza”

  1. Ho letto questo romanzo con un certo gusto; nonostante la teoria dello psinoma sia spiegata bene solo dopo le prime 100 pagine (questo può ingenerare nel lettore poco avvezzo alla psicologia qualche disorientamento)e risulti alquanto fantasiosa (di fronte ad un serial killer feroce invece della maschera giusta preferirei avere una bella pistola, anzi due), non vedevo l’ora di arrivare a scoprire come Diana Blanco, la regina delle “esche” di Madrid, avrebbe agganciato il serial killer lo Spettatore e sarebbe andato lo scontro con quest’ultimo.
    Il finale, che non racconto, ha risposto alle attese in modo considerevole.
    L’esca mi è sembrato un romanzo diverso dai soliti e quindi, nonostante qualche ripetizione e sbavatura, meritevole di essere letto e consigliato.
    Vi invito nel mio blog http://ilmaritodellalibraia.blogspot.com per vedere il booktrailer in spagnolo del romanzo.
    Mi sembra veramente avvincente.

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